Campania della Conoscenza

Ambiente, Amra guida un progetto in Africa

impianto fotovoltaico
La storia lo insegna con ironica quanto tragica crudezza, il prezzo più alto spesso lo paga chi sta peggio. Così rischia di essere anche per gli effetti dei cambiamenti climatici, in larga parte favoriti dai consumi dei ricchi della terra e tuttavia subiti da chi quei consumi non può permetterseli nemmeno in sogno. Anche per questo fa particolarmente piacere sapere che la Commissione Europea ha deciso di finanziare un progetto di studio e di prevenzione dei rischi ambientali indotti dai cambiamenti climatici su alcune delle principali città africane. Il progetto si chiama Cluva (Impatto dei Cambiamenti Climatici sulla Vulnerabilità Urbana delle Città Africane), ha un valore di oltre 4 milioni di euro e sarà guidato dall’Amra, il centro di competenza regionale campano sui rischi ambientali. Il progetto durerà tre anni e vedrà impegnate, oltre all’Amra, i più importanti centri di ricerca europei del settore, tra cui l’Università di Copenaghen, l’Università di Manchester, il Politecnico di Monaco di Baviera, il Centro Euromediterraneo su Cambiamenti Climatici, il Centro Helmholtz per la Ricerca Ambientale e l’Istituto Norvegese per la ricerca urbana e regionale. A questi si aggiungeranno anche numerosi enti di ricerca africani, come l’Università “Gaston Berger” di St. Louis (Senegal), l’Università di Ouagadougou del Burkina Faso, l’Università di Yaounde (Cameroun), l’Ardhi University e l’Università di Addis Ababa (Etiopia), e il Csir – Centro per la ricerca scientifica ed industriale del Sud Africa. L’obiettivo del programma di cooperazione è la gestione sostenibile dell’ambiente e delle risorse nei centri urbani africani mediante l’approfondimento delle conoscenze sulle interazioni tra biosfera, ecosistemi e attività umane.
“È la prima volta che il nostro Centro di competenza – sottolinea Igino della Volpe, amministratore delegato dell’Amra – si assume la responsabilità di guidare un team internazionale. Finora abbiamo partecipato a numerose iniziative del genere, ma solo come partner, mai come capofila. La scelta della Commissione Europea premia, dunque, non solo l’indubbia capacità scientifica dei nostri ricercatori ma chiama in causa anche la nostra capacità di guidare una rete assai complessa di scienziati e di enti. Questo ci inorgoglisce e ci responsabilizza”.
Più nello specifico il progetto mira a sviluppare metodi e conoscenze da poter applicare alle città africane al fine di ridurne la vulnerabilità e, in prospettiva, di migliorare la capacità delle comunità locali nel fronteggiare i rischi indotti dai cambiamenti climatici. La fragilità dei sistemi economici e sociali dei paesi in via di sviluppo li rende particolarmente esposti ai disastri ambientali, il più delle volte amplificati da una intensa e disordinata espansione delle aree urbane. Il Progetto Cluva si concentrerà su 5 città campione africane: Addis Ababa (Ethiopia), Dar es Salaam (Tanzania), Douala (Cameroon), St. Louis (Senegal) e Ouagadougou (Burkina Faso), e proprio presso quest’ultima, all’Università di Ouagadougou, lunedì prossimo si terrà il kick-off meeting di avvio del progetto. Nel corso del meeting un nutrito gruppo di ricercatori Amra incontrerà i propri omologhi europei e africani per definire le prime attività. La delegazione di Amra è formata da docenti delle Università Campane, dell’Ingv ed esperti europei. Tra gli altri, il presidente Paolo Gasparini, che curerà gli aspetti relativi alla definizione degli hazard, Guy Weets, esperto di relazioni tra l’Unione Europea e i paesi Africani, Maurizio Giugni, esperto della vulnerabilità delle reti idriche e fognarie, Simona Esposito per la vulnerabilità dell’edilizia povera, Paola Adamo, che curerà i problemi di desertificazione, Alex Garcia e Jacques Lefevre, che si occuperanno dei modelli multi rischio, e Alfonso Rossi Filangieri che si occuperà degli aspetti di management del progetto.
Attualmente, sempre sul fronte internazionale, il Centro regionale per l’analisi e il monitoraggio dei rischi ambientali è impegnato nella città di Cuenca, in Ecuador, su incarico della Banca Mondiale, allo scopo di individuare i punti deboli delle infrastrutture fisiche, amministrative ed operative dei sistemi idrico e fognario in relazione ai pericoli naturali, antropici e tecnologici e, di qui, elaborare un piano di gestione dei rischi di quel territorio. “Il nostro impegno all’estero – evidenzia Della Volpe – rappresenta in un certo senso una scommessa vinta. Quando si è pensato di strutturare dei centri di competenza per mettere a sistema le conoscenze e le eccellenze presenti nella nostra regione, non tutti erano convinti. Progetti come quello appena avviato dimostrano invece che se riusciamo a fare fronte comune e a razionalizzare e ottimizzare le nostre forze, non siamo secondi a nessuno. Con Cluva faremo per la prima volta l’esperienza di essere capofila di un team internazionale. Adesso – conclude il manager di Amra – si tratta di fare tesoro di tali opportunità e di innescare ulteriori circoli virtuosi”.

campaniadellaconoscenza@denaro.it
44 – continua

 

Chi è Igino Della Volpe

Napoletano, classe 1958, Igino della Volpe è amministratore delegato dell’Amra, Centro di Competenza sui rischi ambientali costituito dalle cinque università presenti in Campania unitamente al Cnr ed all’Istituto Nazionale di Vulcanologia e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Laureato in Economia alla Fedrico II, è iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli e al Registro dei Revisori Contabili. E’ consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Napoli, sez. civile, penale e fallimentare. Già amministratore delegato di Uniservizi, società di consulenza dell’Unione Industriali di Napoli, è stato tra l’altro presidente del Cda di Integrè Italia S.p.A, la prima società professionale di diritto ed economia costituitasi in Italia tra 50 studi professionali operanti in tutto il territorio nazionale. Dal 1996 al 2006 ha fatto parte del consiglio di amminsitrazione della Servint srl, la società partecipata dal Credito Emiliano S.p.A. che opera nel settore della finanza agevolata nazionale e comunitaria e della programmazione negoziata. Dal 2001 al 2002 è stato presidente del consiglio direttivo di Euronet, il consorzio costituito da sei società operanti nel settore della finanza territoriale. Commissario Liquidatore Straordinario di Enti Pubblici dissestati, nel 2006 è stato consulente della Regione Campania per l’assessorato alla Sicurezza e responsabile della Commissione Europea del gruppo di lavoro per le attività di controlli finanziari. Dal 2001 è consulente del Credito Emiliano nella valutazione di aziende e gruppi di aziende nelle fasi di pre-contenzioso. Dal 1989 ad oggi relatore e docente in molteplici convegni e corsi di livello nazionale ed internazionale in materia di programmi comunitari e nazionali per conto di Istituti primari e Fondazioni.

Cristian Fuschetto


Giornale numero: 006 - Pagina: 47