Il presidente della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari di Napoli, Saverio Iaccarino, saluta con perplessità i contenuti dello schema di decreto sul federalismo municipale che vedono interessato specificamente il settore immobiliare.
“Se il federalismo fiscale, in ambito immobiliare, dovesse procurare gli effetti dei quali si parla in questi giorni, non possiamo fare a meno che sottolineare che esso è caratterizzato da qualche luce e molte ombre – dichiara, per l’appunto il presidente della Fimaa di Napoli che aggiunge – Dal 2014. il peso dell’ imposta di registro per la compravendita di case, tra privati, dovrebbe essere ridotto dell’ 1 per cento, grazie alla eliminazione di imposte di bollo ed ipocatastali. Più significativo invece, è il discorso che si delinea per le transazioni tra imprese. Queste ultime dovrebbero continuare a seguire il regime dei cosiddetti “Atti Iva” (e, dunque, saranno assoggettate ad un Iva pari al 20 per cento). In questo caso, però, se si dovesse prestare fede ad una interpretazione letterale del testo legislativo si dovrebbe pensare che ci sarebbe un risparmio del 4 per cento derivante dall’ eliminazione degli oneri ipocatastali”.
Partendo da queste, lo stesso Saverio Iaccarino prosegue considerando: “ferma restando la necessità di effettuare tutti gli opportuni approfondimenti, ci sembra positiva l’ idea di dimezzare la tassazione dei trasferimenti agricoli tra privati, così come quella di portare il carico tributario delle aree edificabili dall’11 per cento al 9 per cento. Ma non sono tutte “rose e fiori” – tiene a puntualizzare il presidente Fimaa che spiega – Tra le agevolazioni che dovrebbero essere cancellate, figurano, per esempio, quelle per l’ acquisto di abitazioni di interesse storico (per le quali, attualmente, è prevista una aliquota del 3 per cento).
Ben più grave, inoltre, è il discorso che riguarda le agevolazioni sulla piccola proprietà contadina. Queste ultime, attualmente, pagano soltanto l’imposta catastale dell’1 per cento. Viceversa, con l’ introduzione di una aliquota standard pari al 9 per cento esse vedrebbero il tributo moltiplicarsi quasi per dieci”.
Avviandosi alle conclusioni Iaccarino dichiara: “Non si può sottovalutare la filosofia che ispira l’ approvazione di una legge che mira sostanzialmente a creare le risorse economiche necessarie per mettere le amministrazioni pubbliche locali in condizioni di autonomia finanziaria. E’ questo un particolare che, credo, non debba essere trascurato perché è evidente che se il legislatore ha preso in esame il settore immobiliare in questo ambito non è per generare occasioni di risparmio per i contribuenti, ma – evidentemente – per creare opportunità volte ad assicurare nuove entrate agli enti pubblici. Se questa sensazione dovesse trovare puntuale riscontro nei fatti, si determinerebbero i presupposti per un improvviso “stop” a quel fenomeno di lenta e graduale ripresa del settore immobiliare. E’ una ipotesi, quest’ ultima, che non deve passare in secondo piano perché significherebbe trascurare il fatto che si verrebbero a creare i presupposti per nuove situazioni di crisi”.
Mercato.1
Luci e ombre del federalismo fiscale
Di Fabrizio Guastafierro – venerdì 25 febbraio 2011Postato in: Borsa Immobiliare
Fabrizio Guastafierro
Giornale numero: 035 - Pagina: 005

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