L’ex capitale dei Regno delle due Sicilie vive con grande e intensa partecipazione la celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità. In piazza del Plebiscito, all’ombra del Palazzo che fu dimora di Ferdinando I e residenza dei Savoia, sfilano i militari di tutte le forze armate alla presenza di Stefano Caldoro, Luigi Cesaro, Rosa Russo Iervolino e il cardinale Crescenzio Sepe
Un tripudio di bandiere tricolori a Piazza Plebiscito per le celebrazioni ufficiali ed a piazza Dante per la musica e la festa con cantanti, comici e attori. Napoli ha vissuto con grande ed intensa partecipazione la celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. In piazza del Plebiscito, all’ombra del palazzo Reale che fu prima dimora dei Borbone e poi residenza dei Savoia, hanno sfilato contingenti di militari di tutte le forze armate e di tutti i tempi.
Alzabandiera
La cerimonia ha luogo alla presenza dei vertici istituzionali degli enti locali, delle forze dell’ordine e delle forze armate. L’inno Nazionale è eseguito dalla Fanfara della Legione Carabinieri Campania, partita da piazza Dante e giunta a piazza del Plebiscito. Nel pomeriggio poi la Fanfara si sposta nel quartiere di Forcella per condividere e diffondere in un’area particolarmente difficile i valori della libertà e dignità per i quali i giovani del Risorgimento hanno sacrificato la loro vita per raggiungere l’indipendenza e l’Unità d’Italia. “Questo è un momento di festa – spiega il prefetto di Napoli, Andrea De Martino – ma deve anche essere un monito per tendere sempre di più all’unità del paese, tenendo alti valori come legalità e solidarietà. L’unità di un Paese si verifica anche tenendo insieme le fasce più deboli con quelle più fortunate”.
Orgoglio napoletano
“La cultura del Sud e quelle del Nord possono e devono fondersi e Napoli può avere, in questa fase, un ruolo importantissimo perché ha saputo accogliere di tanti popoli che sono stati qui. In piazza c’è un pezzo di città con l’orgoglio del suo passato e la consapevolezza del futuro. L’Italia e’ unita e indivisibile. Lo ricordino tutti”. Il sindaco Rosa Iervolino Russo, ha rivendicato il ruolo che Napoli ha svolto nella storia dell’unità d’Italia. “E’ stata una bellissima giornata. Sono momenti come questi che uniscono il Paese’’ ha sottolineato il presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro. ‘’Poi ci sono tante originalità, tanti territori – ha aggiunto Caldoro – che hanno fatto grande l’Italia. E lo hanno fatto con la loro cultura, i loro dialetti, la loro storia. Ma pur tra tante diversità la forza di questo Stato e’ di aver sempre combattuto per difendere l’unità e la bandiera’’.
La festa del futuro
“Napoli e’ parte integrante dell’Italia, non esiste un’Italia– dice il cardinale Crescenzio Sepe- senza la nostra città. Questa è la festa di tutti quelli che vogliono andare avanti per superare anche le difficoltà che stiamo affrontando e facendolo tutti insieme possiamo farlo più agevolmente’’.
Due volumi
A palazzo San Giacomo sono stati presentati due libri: una ristampa anastatica della ”Mostra di ricordi del risorgimento meridionale d’Italia”, pubblicata nel 1911, in occasione del 50 anniversario dell’Unità di Italia e il volume ”Il risorgimento invisibile. Patrimonio del Mezzogiorno d’Italia”. Curatori delle pubblicazioni gli assessori Diego Guida e Gioia Rispoli, la professoressa Emma Giammattei con la consulenza del professore Giuseppe Galasso.
Il San Carlo e la protesta
Il teatro indossa in questi giorni un drappo bianco, rosso e verde con al centro il numero 150, una decorazione che si stende per 42 metri lungo il terrazzo che affaccia di fronte alla Galleria Umberto I e si esalta di notte con una suggestiva illuminazione tricolore. Proprio il San Carlo aveva aperto ufficialmente le celebrazioni: la “Notte bianca per l’Unità d’Italia” con Roberto Bolle protagonista della prova aperta con inizio a mezzanotte (tutto esaurito) del Romeo e Giulietta (in cartellone dal 22 marzo), su musiche di Hector Berlioz, balletto del coreografo Amedeo Amodio. Entusiasta l’applauso del pubblico nel finale con l’inno nazionale eseguito dall’Orchestra e dal Coro del massimo napoletano. “Per me il miglior modo per festeggiare l’Italia- dice – è stato ballare in questo magnifico teatro che è un simbolo della cultura” .
Attivisti di Insurgencia, Sud Ribelle, e Zero81. hanno realizzato una serie di azioni simboliche coprendo i monumenti e i luoghi di Napoli ”contro la retorica – spiegano – e le finzioni messe in atto per il 17 marzo”, anniversario del 150 anni dell’Unita’ d’Italia. Bandiere imbrattate di tintura rosso sangue, e striscioni, sono state infatti appese su alcuni monumenti come la statua di Vittorio Emanuele II.

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Non mi e’ sembrato che ci fosse una grande folla alla manifestazione, sara’ l’ora, sara’ l’apatia dei napoletani o forse la nostalgia di essere stata una capitale, mentre adesso e’ una citta’ da terzo mondo per il degrado e l’immondizia diventata parte integrante del paesaggio napoletano.