Cavamarket

Carrefour, Conad e Coop in corsa per l’acquisto

Quattro mesi di tempo a disposizione della curatela fallimentare del gruppo Gds e Cavamarket per vendere le due società. Tra i pretendenti figurano Carrefour e i colossi italiani Coop e Conad. In caso di mancato rispetto dei tempi per la cessione oltre 600 lavoratori resteranno senza alcun sostentamento mensile. Mercoledì l’ultimo incontro tra i sindacati, le istituzioni e i vertici della società 2C (che fa capo agli imprenditori casertani Carlo Catone e Rosario Caputo, nda) per individuare una soluzione. I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto ai curatori Giovanni Alari e Giacomo Sorrentino di ripristinare il contratto di fitto del ramo d’azienda effettuato con l’azienda 2C, un’operazione che aveva consentito la riapertura di 25 punti vendita ex Despar (il marchio di proprietà della Cavamarket) ubicati nel territorio salernitano riportando al lavoro 400 dipendenti. I punti vendita, passati nel frattempo sotto il controllo degli imprenditori Caputo e Catone, sono stati chiusi tre settimane fa perché secondo la curatela fallimentare non sarebbero stati rispettati i patti stabiliti nel contratto. In primo luogo, sostengono Alari e Sorrentino, la 2C non ha pagato la rata mensile del fitto, di poco superiore ai 100 mila euro, inoltre le condizioni di cessione sarebbero state poco vantaggiose per la holding nella quale sono inserite Cavamarket e Gdo. “Il risultato di questa scelta – sostengono i sindacati – è la chiusura dei supermercati e l’inizio di una crisi occupazionale senza precedenti”.
Infatti il numero di addetti a spasso rischia di aumentare ancora visto che a 400 rimasti senza occupazione per la chiusura dei punti vendita di Salerno se ne aggiungono altri 200 che già avevano accettato una decurtazione dello stipendio e che al momento sono senza alcuna garanzia. Senza contare i dipendenti dei 4 punti vendita chiusi ad Avellino, che pure attendono delle risposte dalla curatela fallimentare. “La riapertura temporanea attraverso il fitto del ramo d’azienda avrebbe garantito risorse per pagare i creditori, adesso non c’è più nulla di produttivo” tuonano dalla Cgil. Il punto cruciale della questione è l’asta fallimentare che secondo i protagonisti dovrebbe essere convocata al più presto per reperire un acquirente. Tra i soggetti interessati figurano la società francese Carrefour, che punta a potenziare la propria presenza sul territorio, ma anche i colossi italiani Coop e Conad che attraverso propri marchi di riferimento hanno già rilevato parte del patrimonio della Alvi, altra azienda della grande distribuzione salernitana fallita nel 2009. Dalla sezione fallimentare del Tribunale di Salerno, però, non fanno sapere nulla. Tra l’altro c’è da risolvere anche il problema del settore logistica del gruppo che fa capo all’imprenditore cavese Antonio Della Monica. Un asset che la 2C (Carlo Catone con la sua azienda è leader nel settore dei trasporti) avrebbe potuto rilevare ma che alla luce delle ultime vicende non interessa più gli imprenditori casertani.

En. Sen.

Giornale numero: 50 - Pagina: 11