Mercato

Napoli non riesce ad uscire dalla crisi

“Il mercato immobiliare di Napoli e provincia stenta a decollare ed a riprendersi rispetto al periodo di crisi in cui a lungo si è dibattuto”. E’ questo il giudizio espresso dal Presidente della Fimaa partenopea, Saverio Iaccarino che, commentando, l’andamento delle quotazioni che vedono interessato il “mondo del mattone”, aggiunge: “Purtroppo la depressione economica che vede interessati diversi ambiti produce effetti negativi anche rispetto agli acquisti di quelli che, in ogni caso, continuano ad essere considerati come dei beni sicuri. Il fenomeno, però, a Napoli è sicuramente più accentuato rispetto ad altre realtà. E’ innegabile, ad esempio, il fatto che in Campania la ripresa delle compravendite che hanno visto interessato il settore abitativo all’ inizio dello scorso anno sia risultato estremamente più contenuto (6 per cento) rispetto a realtà come quella della Lombardia (20 per cento)”.
Proseguendo nella sua disamina il presidente della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’ Affari, considera ancora: “Ai timidi segnali di ripresa che si sono registrati nel primo trimestre del 2010 è seguito un semestre che, di fatto, ha determinato una situazione di stallo rispetto al passato. Ciò per almeno un duplice ordine di motivi. Alle croniche carenze strutturali ed infrastrutturali, proprie della Campania, in generale, e di Napoli, in particolare, si aggiunge la difficoltà di far comprendere ai proprietari di immobili destinati alla vendita che l’ entità delle pretese economiche avanzate è sovradimensionato ai valori reali di mercato.
Peraltro la riluttanza che si incontra nel determinare valori aderenti alla realtà e rispondenti alle potenzialità finanziarie dei potenziali acquirenti, spesso stride con il contesto nel quale ricade la stragrande maggioranza degli immobili in vendita. La desertificazione commerciale di alcune zone, unitamente alla scarsa attenzione che la classe politica riserva alla cura del territorio, determinano condizioni che incidono notevolmente sulla entità dei prezzi”. Entrando ulteriormente nello specifico, Saverio Iaccarino considera: “Malgrado una leggera flessione delle quotazioni degli immobili ad uso abitativo che si può quantificare, in linea di massima, in un 5 per cento, siamo ancora al cospetto di valori sovrastimati. Questo anche perché la quantità di case in vendita continua ad essere massicciamente sproporzionata (per eccesso) rispetto alle richieste di acquisto. Né meno incoraggianti sono i dati che vedono interessato il mercato delle locazioni. In tanti anni di attività, difficilmente mi è capitato di vedere un numero di abitazioni sfitte di pari entità di quello che registriamo oggi. Mi auguro che le novità introdotte dal federalismo fiscale e l’ entrata in vigore della cedolare secca possano far registrare una positiva inversione di tendenza”.
Passando all’ analisi delle quotazioni dei cespiti ad “uso commerciale”, infine, il Presidente della Fimaa di Napoli non può fare a meno di confermare la portata di una crisi che, allo stato, sembra essere quasi senza via di uscita. “In questo ambito i numeri parlano da soli. Siamo passati dalle oltre 1.500 compravendite del 2005 alle 780 del 2009 e ad un numero quasi eguale nel 2010. La qual cosa equivale a dire che in meno di un quinquennio si è verificato un crollo del 60 per cento. In questo caso la crisi economica continua a produrre innegabili effetti. Gli imprenditori locali, ancora oggi, sono costretti ad effettuare tagli ed a ricorrere ad ogni genere di economie. Prime tra tutte quelle che riguardano gli acquisti immobiliari. A rendere ancora meno incoraggiante la situazione, poi, è il mancato arrivo di tanto attesi investitori provenienti da altre realtà. Su questo aspetto le istituzioni, purtroppo, hanno precise responsabilità. Trovo difficile immaginare, infatti, che una realtà in cui si continua quasi sistematicamente a parlare di emergenza rifiuti, di fenomeni malavitosi e di degrado umano ed ambientale, possa risultare accattivante agli occhi di chi, almeno potenzialmente, è disposto ad investire capitali più o meno ingenti”

Fabrizio Guastafierro


Giornale numero: 70 - Pagina: VI