Letteratura e religione

Moscati, il medico che curava l’anima

“Ricordatevi che non solo del corpo vi dovete occupare, ma delle anime con il consiglio, e scendendo allo spirito, anziché con le fredde prescrizioni da inviare al farmacista”. Lo scriveva san Giuseppe Moscati a un giovane dottore, suo alunno. Per il santo medico napoletano “rispondere alle necessità degli uomini e alle loro sofferenze – come affermò Giovanni Paolo II durante la cerimonia di canonizzazione – fu un bisogno imperioso e imprescindibile.
Il dolore di chi è malato giungeva a lui come il grido di un fratello a cui un altro fratello, il medico, doveva accorrere con l’ardore dell’amore. Il movente della sua attività come medico non fu dunque il solo dovere professionale, ma la consapevolezza di essere stato posto da Dio nel mondo per operare secondo i suoi piani, per apportare quindi, con amore, il sollievo che la scienza medica offre nel lenire il dolore e ridare la salute”.
È dedicato alla figura del santo medico napoletano il libro “Giuseppe Moscati. Nella vita nascosta con Cristo in Dio”, curato da Micol Bruni, con contributi di studiosi e scrittori italiani, edito da Nemapress, che sarà presentato nell’antico refettorio di Santa Maria La Nova venerdì 6 maggio alle ore 17,30 da Giuseppe Reale, Giulio Rolando, Pierfranco Bruni e Pasquale Giustiniani. All’evento, sarà presente, tra gli altri, padre Massimo Rastrelli, fondatore della Fondazione Antiusura San Giuseppe Moscati.
Ciò che vive nel cuore del medico santo è una profonda cristianità che egli chiama carità. La vita di Moscati è una storia che si fa provvidenza. Egli è convinto, come scrive in una lettera, che “non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo in alcuni periodi; e solo pochissimi uomini sono passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo dell’eternità della vita, in cui la morte non è che una tappa, una metamorfosi per un più alto livello di vita, se si dedicheranno al bene”.
Il saggio nasce da un progetto del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, con l’obiettivo di ricordare l’opera del santo medico napoletano a 130 anni dalla sua nascita.
Lo studio su Giuseppe Moscati rientra nelle attività del Centro Studi e affronta la problematica generale della cristianità nella contemporaneità prendendo come modello proprio il santo medico napoletano. Inoltre il volume apre una finestra sugli scritti cristiani di Francesco Grisi.
“Il calore umano – disse il beato Giovanni Paolo II – con cui il medico santo visitava premurosamente i malati, specie i più poveri e abbandonati, avvicinandoli in ospedale e nelle loro stesse abitazioni, era tale che la gente lo cercava; il suo tratto era ricco di quella bontà rispettosa e delicata, che Gesù Cristo diffondeva intorno a sé quando andava per le strade della Palestina facendo del bene e sanando tutti. Fu quindi anticipatore e protagonista di quella umanizzazione della medicina, avvertita oggi come condizione necessaria per una rinnovata attenzione e assistenza a chi soffre”.
E aggiunse: “Uomo integro e cristiano coerente, non esitava a denunciare gli abusi, adoperandosi per demolire prassi e sistemi che andavano a danno della vera professionalità e della scienza, a danno degli infermi come pure degli studenti ai quali sentiva di dover trasmettere il meglio delle proprie cognizioni”.

Francesco Antonio Grana


Giornale numero: 81 - Pagina: 53