Editoriale

La cura ricostituente della strada dritta

Sono stato folgorato dal libro di Francesco Pinto sulla Strada Dritta, l’Autostrada del Sole che collegando Napoli a Milano – e ovviamente viceversa – ha unito il Paese più di quanto abbiano fatto altre opere d’ingegno.
Sono stato folgorato perché ignoravo che la striscia d’asfalto lunga 750 chilometri sia stata realizzata in soli otto anni da un manipolo di volenterosi costretti a far capriole tra politica, opinione pubblica e vincoli tecnici.
Pur scontando la natura di romanzo, la storia recuperata dal direttore del Centro partenopeo di produzione della Rai (ma dove ha imparato a scrivere cosi bene?) ha un valore esemplare che merita d’esser colto.
Lo spirito di servizio, la voglia d’intrapresa, il coraggio di fronte alle più svariate sfide – comprese quelle di natura burocratica che solitamente scoraggiano qualsiasi iniziativa – sono valori che oggi servirebbero come il pane.
Una volta immersi nella lettura del volume, viene naturale domandarsi che cosa sarebbe accaduto di quella stessa strada se l’idea e la necessità di realizzarla fossero nate oggi, ai tempi che viviamo e conosciamo.
Nonostante i progressi tecnologici compiuti in cinquant’anni – la realizzazione è degli Anni Sessanta – e una più avanzata cultura finanziaria, staremmo ancora ai preliminari tra chi la vorrebbe cotta e chi cruda.
La distanza tra il dire e il fare, tra l’immaginare una cosa e il renderla possibile, è diventata così larga che a nessuno verrebbe in mente di scommettere sul compimento di una promessa, tanto meno nei tempi cosiddetti previsti.
E invece Pinto ci ricorda che c’è stato un tempo non lontano nel quale gli uomini di buona volontà hanno mostrato di riuscire a fare ciò in cui credevano confidando nelle proprie forze e accettando la sfida del rischio.
Per tutti quelli che amano commentare in poltrona i disastri del proprio quartiere, della città in cui vivono, del territorio che li ospita, sorbire le pagine del volume potrebbe essere una buona cura ricostituente.

Alfonso Ruffo


Giornale numero: 05 - Pagina: 07