A Benevento sono in quattro ai nastri di partenza per conquistare la carica di primo cittadino. Si ripropone agli elettori l’uscente Fausto Pepe, la cui Giunta è caduta lo scorso 13 aprile per la presentazione contestuale delle dimissioni di 21 consiglieri su 40 (vedere box a lato).
Classe 1963, originario di Benevento, una laurea in ingegneria civile, Pepe inzia la sua attività politica in giovane età, tra le fila della Democrazia Cristiana. Nel 1996 viene eletto per la prima volta al Consiglio comunale di Benevento risultando tra i più votati.
Direttore dipartimentale dell’Arpac dal gennaio 2005, nel 2006 vince le elezioni amministrative ottenendo al primo turno oltre il 56 per cento delle preferenze. Nel 2009, quando l’Udeur passa con il centrodestra, Fausto Pepe resta fedele al mandato ricevuto dai beneventani che avevano scelto una maggioranza di centrosinistra. Nel luglio 2009 aderisce ufficialmente al Partito Democratico. La sua candidatura è sostenuta, oltre che dal Pd, anche da Idv, Api e da una lista di ex mastelliani, “Lealtà per Benevento”, rimasti nel centrosinistra. Fanno parte della coalizione anche Sel e un’ulteriore lista di sinistra, “Benevento in movimento”.
Il ribaltone che decreta la fine della sua esperienza di governo segna anche la frattura interna al centrodestra, dal momento che a firmare il documento contro Pepe sono solo i consiglieri di Fli, Udeur e Udc che appoggeranno la discesa in campo di Carmine Nardone. Esponente storico della sinistra, ex deputato Pds, presidente della Provincia di Benevento per dieci anni, Nardone guida una coalizione formata da Udeur, Udc, Psi e Città Nuova. Ad appoggiarlo anche una coalizione sostenuta dal movimento ispirato da lui, “Sud Innovazione Legalità” e da “Territorio è Libertà”, lista ispirata dal senatore Pasquale Viespoli e voluta da ex consiglieri comunali usciti lo scorso anno dal Pdl. Da sottolineare che l’ex Guardasigilli, Clemente Mastella, beneventano doc, scenderà in campo con due liste: l’Udeur Popolari per il Sud e una senza simbolo, “Noi e voi perBenevento”.
Il 13 aprile scorso non hanno votato la sfiducia a Pepe, invece, i rappresentanti del Pdl che hanno scelto di sostenere Raffaele Tibaldi, esponente socialista. Avvocato, 50 anni, ex Psi, ex Pds, ex Udeur, Tibaldi guida la coalizione di centrodestra, alla testa di Pdl, La Destra, Nuovo Psi, Forza Sud, Alleanza di Centro. E’ da tempo assente dalla vita politica e nel 2006, candidato con l’Udeur, non era stato eletto.
Il quarto uomo è Antonio Medici, commercialista ed ex assessore comunale della giunta Pepe, a capo di una lista di sinistra, denominata “Ora” (Occorre reagire adesso).
Sono 23 in tutto le liste presentate dai quattro schieramenti in campo alle prossime elezioni comunali: 8 con Tibaldi, 7 con Pepe, 7 con Nardone ed una in appoggio ad Antonio Medici.
Si ricandida il sindaco uscente
sfiduciato a un mese dalle elezioni
E’ arrivata al capolinea a meno di un mese dalle elezioni, l’amministrazione beneventana guidata dal sindaco Fausto Pepe (Partito democratico). Con un blitz compiuto il 13 aprile scorso presso uno studio notarile in pieno centro, 21 consiglieri (15 della maggioranza e 6 dell’opposizione) hanno formalizzato le proprie dimissioni, decretando lo scioglimento di fatto del Consiglio, e ne hanno dato comunicazione alla segreteria generale del Comune e alla Prefettura per l’avvio della procedura di commissariamento. Ad apporre le firme sul documento sono stati solo i consiglieri di Futuro e libertà, Udeur e Udc, che il prossimo 15 maggio appoggeranno la candidatura a sindaco dell’ex presidente della provincia Carmine Nardone. Si sono astenuti i rappresentanti in consiglio del Pdl, che hanno scelto sostenere un altro candidato per sfidare Pepe, l’esponente socialista Raffaele Tibaldi. Un primo tentativo di sfiducia era fallito il 28 marzo per la defezione dei consiglieri Udeur che all’ultimo momento avevano deciso di non presentare le proprie dimissioni.
E. T.

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