Oromare

Una rete di 200 Pmi all’ombra del Vesuvio

Un fulcro di eccellenza che unisce il tradizionale prestigio dell’artigianato orafo napoletano alla cura di preziosi materiali. Un unicum nel mondo che, coniugando l’oro con coralli, conchiglie, perle e pietre dure, propone alla clientela internazionale oggetti unici e di rara bellezza.
Non solo una vetrina internazionale, ma anche una rete di laboratori e di sigle che rappresentano il meglio della creatività all’ombra del Vesuvio: Oromare è questo e altro ancora. La funzionale struttura di Marcianise riunisce in un solo luogo la filiera di circa 200 piccole e medie aziende specializzate nella lavorazione di oro, corallo e nella creazione di cammei, appartenenti al distretto orafo di Torre del Greco e Napoli.
La moderna sede, realizzata su progetto dell’architetto Massimo Pica Ciamarra, è strategicamente ubicata tra Napoli e Caserta, vicino agli snodi autostradali ed allo scalo aeroportuale.
La struttura architettonica, di grande pregio, combina armonicamente antichi mattoni rossi, che richiamano il colore del corallo, a materiali più moderni, acciaio e vetro, a simboleggiare la lucentezza dell’oro.
La sintesi di questi due elementi è il simbolo del Consorzio: le lucentezza e la duttilità dell’oro, coniugato con la capacità del mare di riflettere il colore della luce del cielo.
Oromare ospita 1300 addetti che coprono l’intera filiera produttiva, in particolare il settore del design, creando una sinergia di persone e aziende che condividono progetti, interessi, obiettivi. “La nostra vera forza – spiega Antonio Sticco, presidente di Oromare – è nella capacità di generare vantaggi per gli acquirenti e sinergie commerciali per i produttori, attraverso opportunità distributive e logistiche”.
Sticco, settantenne imprenditore napoletano, porta alla guida del Consorzio tutta la sua esperienza aziendale, con un forte impulso all’espansione internazionale e alla ricerca di nuovi mercati. Il presidente è affiancato nel rinnovato Consiglio di amministrazione, dal vice presidente Francesco Mennella e dai consiglieri Gennaro Buonocore, Antonino Conte e Grazia Mazza.
“Sono molto fiducioso sul futuro del Consorzio – aggiunge il presidente -: da parte di tutti c’è una grande volontà di crescita”.
Il Centro si estende su un’area di 150 mila metri quadrati, in fase di completamento. Le unità produttive, occupate per il 65 per cento dai soci del Consorzio, hanno una superficie utile complessiva di 25 mila metri quadrati distribuita in due corpi contrapposti. La struttura offre aree comuni e servizi quali sale convegni e auditorium, sportelli bancari e servizi di spedizione internazionale, postazioni multimediali e servizi di interpretariato, aree di ristorazione, parcheggi per oltre 3 mila posti, servizi di manutenzione, pulizia e sicurezza.
“Il nostro obiettivo – continua Sticco – è sostenere i soci del Consorzio nel processo di internazionalizzazione”. E i risultati non mancano, soprattutto in termini di immagine e di presenza del marchio Oromare sui mercati internazionali. Un’affermazione conseguita anche attraverso rassegne quali “Oromare moda”, ideate per valorizzare e far conoscere in Italia e all’estero il polo dell’oro e del corallo di Marcianise.
“Con un’adeguata strategia di comunicazione – aggiunge il presidente del Consorzio – vogliamo offrire ai nostri soci la possibilità di presentare alla clientela internazionale oggetti artigianali, unici e dal costo accessibile”. Nei piani consortili, anche l’aggregazione di nuovi soci, con il contestuale completamento delle strutture che ospitano le unità produttive, e l’’incremento della forza lavoro di altri trecento addetti.
Non poteva mancare, nella strategia del Consorzio, una forte attenzione alla formazione, per coniugare la grande tradizione artigianale napoletana con l’innovazione tecnologica: tra i progetti di Oromare, infatti, c’è la realizzazione di una scuola orafa di eccellenza per insegnare ai giovani l’arte di creare gioielli unici nel loro genere, sia per la natura e la qualità dei materiali, che per il design esclusivo.
“Lo sviluppo di queste iniziative – conclude Antonio Sticco – oltre a rafforzare la presenza e il prestigio dell’artigianato orafo napoletano sui principali mercati internazionali, porterà a Caserta benefici non solo economici, ma anche di immagine del territorio, che ricoprirà, accanto alla sua vocazione industriale e commerciale, un’altra più squisitamente artigianale e artistica”.

Raffaele Rinaldi


Giornale numero: 102 - Pagina: 51