Il plenum del Csm darà il via libera alla nomina di Vittorio Martusciello come procuratore generale
A più di un anno dalla messa in bando del concorso, per la Procura Generale di Napoli è arrivato il momento della nomina del nuovo capo. Mercoledì il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura porrà il sigillo finale ad un lungo iter che ha portato Vittorio Martusciello ad essere scelto come il nuovo procuratore generale, prendendo il posto lasciato vuoto a luglio scorso da Vincenzo Galgano. L’insediamento non avverrà prima dell’estate per motivi tecnici e burocratici.
Ma come si è arrivati alla scelta di Vittorio Martusciello, classe 1941, in carriera dal ’65? L’iter è stato lungo e complesso, reso difficile dalla recente nomina di Martusciello ad avvocato generale della Corte di Cassazione. L’ordinamento giudiziario prevede, infatti, che tra una carica e l’altra passino tre anni. Questo vincolo, però, non vale per incarichi apicali, come ad esempio quello di presidente della Cassazione. Ci sono voluti diversi pareri dell’ufficio studi del Csm, consultazioni e confronti, per superare l’empasse. E alla fine si è deciso che anche per l’avvocato generale di Cassazione il vincolo dei tre anni non debba essere considerato valido. Decisiva la risoluzione del Csm datata 12 gennaio scorso, che ha rimosso l’ostacolo.
Il 5 aprile si sono svolte le consultazioni in quinta commissione del Csm, presieduta dal giudice napoletano Pina Casella: 4 voti per Martusciello, uno per Alessandro Pennasilico, procuratore aggiunto di Napoli, ed un astenuto.
Vittorio Martusciello, classe 1941, in carriera dal ’65, inizia come pretore a Genova fino al 1972, anno in cui torna a Napoli come sostituto procuratore della Repubblica. Dieci anni dopo va alla Procura Generale della Cassazione come magistrato applicato, poi come sostituto procuratore generale. A piazza Cavour resta per quasi 28 anni.
Negli anni ottanta ha coordinato l’ufficio denunce, le attività di Polizia giudiziaria negli anni della guerra di camorra che vedeva contrapposte le “vecchie famiglie” alla Nco di Raffaele Cutolo, 280 omicidi l’anno. Si è occupato delle indagini del famoso omicidio di Anna Parlato Grimaldi a via Petrarca. A Roma invece ha “proseguito” il lavoro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel ricorso per Cassazione del maxi processo contro la cupola di Cosa nostra.

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