Dopo 29 anni Vittorio Martusciello torna a Napoli come procuratore generale, posto al vertice della carriera. Non si è ancora insediato. Ufficialmente prenderà il posto di Vincenzo Galgano tra 20 giorni. Eppure, il caso ha voluto che un ideale passaggio di consegne tra i due ci fosse. Si sono incontrati e abbracciati proprio a Castel Capuano, un luogo simbolo per entrambi. Ecco l’intevista rilasciata al Velino.
Procuratore Martusciello, quali sono le sue priorità?
Servono anzitutto risorse per abbattere i tempi del processo e non possiamo necessariamente aspettarle. Mi muoverò con protocolli d’intesa, convenzioni, qualsiasi atto legittimo utile per reperire fondi.
Che Napoli si aspetta
Per la verità quella che conosco da anni, visto che non l’ho mai abbandonata. Resta la mia città, qui c’è la mia famiglia. Tutti mi hanno detto di fare attenzione perché la situazione è molto difficile, ma per la verità io non ricordo un solo momento per Napoli che sia stato facile.
L’attualità torna a riproporre la questione morale.
Non c’è dubbio e le dirò che non è un aspetto secondario nelle mie intenzioni. Per quanto di mia competenza chiaramente, me ne occuperò.
Come giudica la scelta fatta dall’ex sostituto Narducci ora assessore con de Magistris?
Guardi la vicenda è molto semplice. Non c’erano divieti di legge che impedissero a Narducci di chiedere l’aspettativa per fare l’assessore. Piuttosto ci sarebbero disposizioni del codice etico, ma che sono diverse da norme vere e proprie
La Procura Generale negli ultimi due anni è stata protagonista delle cronache per la lotta all’abusivismo: manterrà il pool così com’è?
Il compito della Procura Generale è eseguire le sentenze. Si possono modificare tempi e modalità, ma di fondo non cambia il risultato finale della nostra azione. Se in sede politica, si adotteranno provvedimenti diversi li applicheremo. In mancanza d’altro, la legge la faremo rispettare. Il resto si vedrà.
Il ritorno a Napoli è tra tanti colleghi di lunga conoscenza.
Un’intera generazione di magistrati, amici e lo dico senza remore. Penso al presidente del Tribunale Alemi, al procuratore di Napoli Lepore, a Benevento c’è Giuseppe Maddalena, allo stesso presidente di Corte di Appello Buonajuto, all’avvocato generale Mastrominico. Con loro abbiamo condiviso la carriera, le esperienze di vita, con alcuni anche gli studi. Diciamo che torno in famiglia.
C’è qualcosa che la preoccupa del nuovo incarico?
Tutto e niente. Qualcuno mi ha detto che questa è una nuova avventura: non la penso cosi’, credo sia un impegno in cui mi aiuterà l’esperienza che ho avuto in Cassazione per oltre 20 anni.
Un’ultima domanda: il suo predecessore Vincenzo Galgano, era noto anche per la schiettezza: si ispirerà a lui in questo?
Diciamo che la schiettezza è una giusta dote, dipende anche da come la si usa, può diventare un’arma a doppio taglio. Va gestita in modo giusto e la mia stima e l’affetto per Vincenzo Galgano, come uomo e come magistrato, mi porta a dire che lui l’ha saputa gestire”.

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