Mercato

Nuova stasi, si salvano solo le case vacanze

Il mercato immobiliare napoletano, così come quello nazionale, accusa una nuova battuta d’arresto. A far suonare il campanello d’allarme è l’Istat che, nell’ufficializzare i dati definitivi rispetto al 2010, non solo evidenzia una flessione annua dello 0,5 per cento per cento rispetto al 2009, ma sottolinea che il fenomeno si è accentuato nell’ultimo trimestre dello scorso anno.
In quest’ultimo periodo, infatti, si è registrato un autentico crollo. Le statistiche parlano del -3,3 per cento. Rispetto a queste rilevazioni, il Presidente della Fimaa di Napoli e Provincia, Saverio Iaccarino, evidenzia come il fenomeno sia ancora più marcato nel Meridione e dichiara: “Nel Mezzogiorno il calo delle compravendite è giunto al 6,4 per cento. Si tratta di indicazioni di cui non si può non tenere conto e che concorrono ad alimentare perplessità se si considera che dall’inizio della crisi finanziaria (2006) ad oggi, il calo medio è stato di poco inferiore al 30 per cento. Non ci troviamo al cospetto di stime presunte, ma di rilevazioni dell’Istituto di Statistica nazionale e, dunque, sono da equiparare ad una “fotografia” che riproduce la realtà dei fatti”.
Proseguendo nella sua analisi, Saverio Iaccarino aggiunge: “Alla crisi di liquidità si aggiungono segnali contrastanti sul fronte bancario. Secondo Banca d’Italia, l’erogazione di mutui per l’acquisto di case è salita del 12 per cento, ma l’Istat rileva che il numero dei mutui in generale (con o senza iscrizioni ipotecarie) è diminuito del 5,6 per cento rispetto al 2009.
La forbice tra i valori indicati dalle due autorevoli fonti è ampissima e solo in parte può essere giustificata dal fatto che il mercato degli immobili commerciali, a differenza di quello dei residenziali, è praticamente paralizzato. Purtroppo, al di là delle indicazioni ufficiali, chi opera nel settore, come gli agenti immobiliari, avverte segnali poco incoraggianti rispetto ai quali è bene alzare la guardia”.
Iaccarino puntualizza: “Il valore degli immobili, secondo Nomisma, è in leggera flessione. Nel nostro mercato locale si salvano, relativamente, le realtà turistiche. Ad esempio, si registra che il valore medio degli immobili di Sorrento, Capri, Anacapri e Ischia è sceso di una percentuale che oscilla tra lo 0,48 per cento e lo 0,68 per cento. E’ evidente, però, che le pretese dei venditori sono ancora troppo elevate rispetto alle reali disponibilità dei potenziali acquirenti e ciò acuisce un fenomeno che, allo stato, sembra essere irreversibile”.
Rispetto a tale stato di cose Iaccarino non esita a rilanciare l’esigenza di poter contare sulla professionalità degli addetti ai lavori: “Da tempo sostengo che la categoria degli agenti immobiliari deve affrontare con serietà un discorso di ulteriore qualificazione. Chi opera con scrupolo e coscienza può incidere affinché il divario tra domanda ed offerta possa raggiungere il giusto punto di equilibrio. Al tempo stesso, è il momento di perseguire con fermezza ogni forma di abusivismo professionale. Operatori improvvisati, senza requisiti, né titoli, fanno sì che nel settore continuino a registrarsi quotazioni schizofreniche e poco aderenti alla realtà. Questo procura danni irreversibili perché i proprietari che vedono sovrastimare il proprio immobile, da parte di personaggi senza scrupoli, difficilmente sono disposti a considerare valori che, per l’appunto, sono più aderenti alla realtà. Non è certo questo l’unico dei problemi da affrontare per superare la difficile congiuntura, ma credo che si tratti di un fenomeno da non sottovalutare”.
Alle valutazioni di Saverio Iaccarino si aggiungono quelle ancora più autorevoli del Presidente Nazionale della Fimaa, Valerio Angeletti che evidenzia: “Nel mercato immobiliare esiste una zona di regolarità e una zona d’ombra per il consumatore che si appresta a cercare un immobile o a metterne in vendita uno di sua proprietà”.
Poi aggiunge: “Purtroppo l’Italia è un paese dove l’abusivismo, il falso e la contraffazione trovano terreno fertile con un atteggiamento di eccessiva bonomia che a volte rasenta la complicità”.
Uno stato di cose, quest’ultimo che, evidentemente, risulta essere inaccettabile e rispetto al quale lo stesso Angeletti conclude: “Eppure non ci vorrebbe molto. Basterebbe una chiara ed inequivocabile possibilità di riconoscimento dell’agente immobiliare, una informativa semplice e continua sul fatto che un soggetto abusivo non ha alcun diritto alla provvigione; se i consumatori sapessero che non sono tenuti al pagamento di quanto illecitamente richiesto, sarebbero i primi attori, per loro convenienza, a ridurre la nefasta piaga dell’abusivismo”.

Fabrizio Guastafierro


Giornale numero: 121 - Pagina: IV