Torre Annunziata

Starita: Legalità primo passo per la crescita

Torre Annunziata, con la sua collocazione geografica e la dotazione infrastrutturale tra l’area portuale, gli assi autostradali e le linee ferroviarie, oggi rappresenta un polo strategico per il sistema provinciale di Napoli. Una città che cambia pelle, attraverso il lungo e paziente lavoro dell’amministrazione comunale, e oggi si candida da un punto di vista logistico ad essere un’area non solo a vocazione industriale, ma anche del commercio e del terziario, in particolare nei settori del benessere e del turismo.“Gli Scavi di Olponti, tutelati dall’Unesco – sottolinea il sindaco Giosuè Starita – rappresentano un attrattore che andrebbe ulteriormente valorizzato. Ma non c’è solo l’area archeologica: Torre Annunziata ha un patrimonio storico e monumentale tutto da scoprire”. Il percorso, però, non è facile: fino a 3 anni fa la vita cittadina e le attività economiche erano pesantemente condizionate dalla presenza di una camorra invasiva, visibile e spavalda. “Di fronte a questa emergenza – spiega il primo cittadino – è stato difficile costruire percorsi di sviluppo, sia in campo industriale che turistico”.Dunque, il primo passo è stato il ripristino di condizioni di legalità, con un forte impegno delle Forze dell’Ordine e della magistratura. La città ha auto una forza di recupero straordinaria, ripristinando le condizioni di agibilità amministrativa per avviare la trasformazione dei giacimenti culturali, come la villa di Oplonti, in contenitori per stimolare l’interesse dei flussi turistici internazionali e degli imprenditori.“Purtroppo – aggiunge Starita – scontiamo ancora una percezione della città all’esterno che non va di pari passo con i progressi effettuati. Lo sforzo è quello di recuperare l’immagine di Torre Annunziata per la sua promozione turistica”.Nascono, così, secondo una logica di cooperazione a rete, alcune iniziative quali le visite notturne a Oplonti, la progettazione di infrastrutture e servizi a supporto degli scavi, come l’albergo previsto dal progetto Pompei 2000, le aree parcheggio, i lavori in convenzione con Reteitalia per la realizzazione di un polo museale nella stazione di piazza Nicotera, che, grazie ad un finanziamento del ministero per i Beni culturali, ospiterà non solo reperti archeologici, ma anche un percorso sulla storia della città legata al mare.E il litorale potrebbe essere restituito alla balneazione nel 2012, con il completamento dei collegamenti fognari realizzati dal Commissariato per l’emergenza Sarno: la bonifica potrebbe giovare non solo agli stabilimenti balneari, ma anche alle vicine Terme Vesuviane. Altro grande attrattore cittadino è lo Spolettificio borbonico: “abbiamo avviato un lavoro di concerto con il laboratorio per la Pianificazione territoriale della Federico II e con la Fondazione Inas – annuncia il sindaco – per trasformare l’area a valle del complesso vanvitelliano, quella di maggiore pregio architettonico, in un grande contenitore destinato soprattutto alla valorizzazione delle risorse culturali e ad ospitare manifestazioni di particolare valore. Ci saranno, inoltre, percorsi di visita ed aree per l’ospitalità turistica”. Il secondo intervento riguarda la parte superiore, confinante con l’area archeologica: “l’idea – aggiunge Starita – è quella di uno scavo in corso, una vera peculiarità, con la possibilità, per i turisti, di assistere alle operazioni di recupero dei reperti. Anche questo intervento, come quello per il Cortile vanvitelliano, va letto in un’ottica complessiva di riqualificazione urbana”. Per gli interventi urbanistici e di viabilità sono in corso lavori per 30 milioni di euro, ed altrettanti sono in appalto. Una fida importante: il Corso oggi ha i marciapiedi, molti quartieri hanno nuovi impianti di illuminazione, che hanno gradualmente sostituito quelli degli anni ‘50. Oltre l’intervento capillare nei quartieri, i lavori destinati a cambiare il volto di Torre Annunziata trasformandola in una moderna città sono la bretella di collegamento tra il porto, l’Autostrada e il Polo nautico, ed il completamento della Cittadella giudiziaria con la realizzazione delle due torri. Discorso a parte per il porto, che va letto in una logica di sistema del golfo di Napoli. “Lo scalo, dotato di strutture come i capienti silos – spiega il sindaco – deve essere dragato e la darsena riqualificata anche ai fini della destinazione ad diportismo della banchina di Levante, in base ad un accordo con Italia navigando. Il Comune, di concerto con la Regione Campania, ha presentato il progetto per la realizzazione di una nuova banchina da 220 metri destinata ad ospitare le autostrade del mare e il traffico crocieristico che, attraverso la bretella in costruzione, può agevolmente raggiungere Pompei e Sorrento”.In quest’ottica di riqualificazione del territorio, anche l’area industriale di via Terragneta è interessata dalla realizzazione di infrastrutture quali illuminazione, strade e videosorveglianza per garantire sicurezza agli insediamenti produttivi. “Stiamo ricollocando alcune imprese che erano state dismesse – conclude il sindaco -: la sfida, che poteva essere agevolata dalla realizzazione della Zona Franca Urbana, è quella di creare un sistema che copra l’intero ciclo produttivo della nautica, dalla produzione di gusci e motori alla tappezzeria. Un vero polo di eccellenza, con imprese che lavorano in rete abbattendo i costi, che ha al suo interno anche attività di nicchia, come il cantiere per il restauro dei velieri d’epoca, che rappresenta anche un elemento di forte attrazione turistica”.

Raffaele Rinaldi


Giornale numero: 124 - Pagina: 44