Giustizia

Ristorazione, la camorra ammorba un settore sano

Sigilli alla catena di pizzerie Regina Margherita, di proprietà dei fratelli Iorio, noti imprenditori nel settore della ristorazione. Indagato anche il capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani: avrebbe fornito ad uno degli arrestati informazioni riservate sulle indagini ed intrattenuto rapporti con il capoclan Salvatore Lo Russo


“Antonio dice che ci sono 40-50mila euro al mese di nero per ogni ristorante e che moltiplicato per il numero dei locali e per i mesi dell’anno fanno circa 800mila euro l’anno”. È una delle conversazioni intercettate dalla Procura di Napoli che incastrano l’imprenditore Marco Iorio, titolare della catena di ristoranti Regina Margherita, accusato di aver riciclato i soldi di Salvatore Lo Russo, a capo dell’omonimo clan e oggi collaboratore di giustizia.
Quattordici le persone arrestate, una ai domiciliari e un indagato eccellente, il capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani. Oltre a conti correnti e a numerosi beni immobili, sono 17 i locali sottoposti a sequestro, tra cui varie sedi di “Regina Margherita”, ma anche “Pizza Margherita”, “I Re di Napoli”, il risto-pub “First”, la paninoteca “Dog out” di piazza Municipio, i risto-pub “Nexxt” di Napoli, Genova e Caserta. Il valore stimato del sequestro, eseguito dagli uomini della Dia, diretti da Maurizio Vallone, è di circa 100 milioni di euro. Tra i soci del Regina Margherita figura anche il calciatore Fabio Cannavaro, che al momento non risulta indagato. Come dichiarato dai pm, il calciatore – amico di Marco Iorio da sette anni – ha acquistato il 10 per cento delle quote, versando circa 200mila euro, senza sapere però chi fossero gli altri soci.

Due mln dal clan
I primi elementi di prova sono stati acquisiti con le dichiarazioni rese da Salvatore Lo Russo, il quale, intrapresa la collaborazione nell’ottobre 2010, ha ammesso di essere entrato in società con Mario Iorio e Bruno Potenza (noto usuraio, anche lui finito in carcere), attraverso il versamento di un milione e 500mila euro. Racconta Lo Russo: “All’incirca nel 2005 avevo la disponibilità di una forte liquidità di circa 2 milioni di euro. Mi rivolsi a Bruno Potenza, al quale chiesi se potessi entrare in società nei ristoranti, facendo riferimento ai tre della catena Regina Margherita e Pizza Margherita. Sono i tre ristoranti gestiti dai fratelli Iorio….Marco Iorio mi disse che si poteva fare ed allora si trattava di poter determinare la quota annua che mi spettava. Io chiesi 150mila euro all’anno, da versarmi nel mese di dicembre. Ricordo che a questa mia proposta Marco Iorio mi rispose: noi facciamo le pizze, mica vendiamo la cocaina, contropoponendo 70-80mila euro. Alla fine ci accordammo per 100mila euro”.

Le accuse a pisani
“Una brutta scivolata che non pregiudica la sua attività di funzionario brillante, ma resta una brutta e pesante scivolata”. Il procuratore di Napoli, Giandomenico Lepore, commenta così il coinvolgimento del capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, nell’inchiesta sul giro di riciclaggio di soldi sporchi. Lepore lo definisce “un amico”, un uomo “brillantissimo”, “un grande investigatore”, “incappato tuttavia in questo inconveniente forse per amicizia”. Pisani, “legato da solidi e comprovati rapporti di amicizia con Marco Iorio ed in rapporti con Salvatore Lo Russo – si legge nella nota della Procura – non ha esitato a rivelare a Iorio l’avvio delle indagini da parte di questo ufficio, informandolo al contempo del contenuto di alcune annotazioni di servizio redatte dal suo stesso ufficio”. Un favoreggiamento all’amico, quindi, a cui avrebbe consentito di agire in tempo per “occultare i capitali, trasferirli in parte all’estero, programmando in queste ultime settimane addirittura la vendita a prestanome delle stesse attività di prestazione”. Pisani è stato raggiunto dal divieto di dimora a Napoli e provincia. Un provvedimento che l’ha obbligato a lasciare, subito, i suoi uffici di via Medina che guidava dal 4 ottobre 2004. “Una misura – spiega Lepore – che non pregiudica la sua attività di poliziotto. Se i suoi capi vogliono, può continuare a svolgere la sua attività di indagine fuori dal cerchio della provincia di Napoli”.
Ieri pomeriggio è stato nominato anche il nuovo capo della Squadra Mobile: si chiama Andrea Curtale, attuale dirigente del commissariato di Castellammare di Stabia. Pisani, invece, è stato trasferito alla Direzione centrale anticrimine a Roma dove assumerà incarichi investigativi.

Colletti bianchi
Anche “colletti bianchi” al servizio della camorra, non solo per arginare indagini patrimoniali e sequestri, ma anche per trasferire ingenti capitali all’estero. Tre i commercialisti arrestati: Alessandra De Caro, Maddalena Plancqueel e Antonio Carpentieri. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, anche con l’aiuto di tecnici specializzati, era stato costituito un complesso sistema di società per evitare di incappare in problemi giudiziari. “Con la tecnica della cessione di rami d’azienda e l’intestazione di quote a prestanome, si è riusciti ad arrivare a una serie di scatole vuote e a intestatari fittizi oppure a conti in Svizzera”, spiega Maurizio Vallone, capo centro Dia di Napoli.
I commercialisti avrebbero cercato di separare le società facenti capo a Bruno e Mario Potenza, ex contrabbandieri e usurai, dai beni dei fratelli Marco, Massimiliano e Carmine Iorio. Fatti che hanno trovato riscontri sia nelle intercettazioni telefoniche che ambientali che hanno visto protagonisti i tre commercialisti. Le intercettazioni, infatti, hanno fotografato minuto per minuto l’intera fase della scissione della società di fatto costituita tra Iorio e Potenza all’indomani dell’inizio della collaborazione con la giustizia di Lo Russo, consentendo di accertare sia che il sodalizio tra le due famiglie durava da anni, sia che nel circuito imprenditoriale vi erano proprio i soldi di Salvatore Lo Russo.

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Tutti i locali sequestrati
• Ristorante Regina Margherita in Napoli,
via Petrarca 19
• Ristorante Pizza Margherita in Napoli, Riviera di Chiaia 271
• Ristorante I Re di Napoli in Napoli,
via Partenope, 29
• Risto-pub First in Napoli, piazza Rodinò
• Risto-pub Nexxt in Caserta, via Bosco
• Ristorante Regina Margherita in Caserta, via Bosco
• Ristorante Regina Margherita in Bologna,
via Santo Stefano
• Bar pasticceria “Ca.Cocozza” in Genova, piazza Vittoria
• Risto-pub Nexxt in Genova, piazza Vittoria
• Ristorante Regina Margherita in Genova, piazza Vittoria
• Ristorante Regina Margherita in Torino, via
Del Carime
• Ristorante Regina Margherita in Varese, piazza della Motta
• Bar Ballantines in Napoli, via Carducci
• Risto-pub Nexxt in Napoli, Riviera di Chiaia
• Ristorante Poseidone in Napoli,
via Parthenope
• Ristorante Villa delle Ninfe in Pozzuoli

Sigilli a pizzeria, ristoranti e pub in tutt’Italia

I soggetti coinvolti
In carcere
• Antonio Carpentieri, nato a Napoli, 41 anni
• Sandra De Caro, nata a Napoli, 42 anni
• Giovanni De Michele, nato a Napoli, 35 anni
• Antonella Di Pesa, nata a Napoli, 43, anni
• Carmine Iorio, nato a Napoli, 36 anni
• Marco Iorio, nato a Napoli, 42 anni
(attualmente negli Usa)
• Massimiliano Iorio, nato a Napoli, 40 anni
• Salvatore Martelli, nato a Napoli, 51 anni
• Maddalena Plancqueel, nata a Napoli, 50 anni
• Assunta Potenza, nata a Napoli, 59 anni
• Bruno Potenza, nato a Napoli, 49 anni
• Salvatore Potenza, nato a Napoli, 47 anni
• Domenico Sarpa, nato a Napoli, 54 anni
• Salvatore Scarmadella, nato a Pozzuoli, 50 anni

Arresti domiciliari
• Mario Potenza, nato a Napoli, 80 anni

Divieto di dimora in Campania
• Vittorio Pisani, nato a Catanzaro, 44 anni

Silvia Miller


Giornale numero: 126 - Pagina: 7