Comune di Napoli

Rifiuti, Pisapia soccorre de Magistris. Porte chiuse da Friuli e Umbria

L’unica risposta positiva della giornata alla richiesta di soccorso arriva dal Comune di Milano, che invia sette compattatori a Napoli per gestire l’emergenza rifiuti. Altre 14 amministrazioni, secondo quanto fa sapere il sindaco Luigi de Magistris, sono pronte a seguire la strada tracciata dai meneghini. “Però c’è bisogno che venga eliminato l’obbligo del nulla osta regionale” dice il primo cittadino partenopeo. Nulla da fare, invece, sul fronte delle trattative tra enti Regione. Ieri da Palazzo Santa Lucia hanno rivelato di aver chiesto ufficialmente aiuto al Friuli Venezia Giulia: in particolare il presidente della giunta regionale campana Stefano Caldoro ha proposto di inviare i rifiuti prodotti nei siti di tritovagliatura (Stir) del territorio napoletano presso le strutture gestite dalla Acegas di Trieste. Ma il governatore friulano Renzo Tondo ha risposto picche “perché le discariche della nostra regione sono già piene” spiega il diretto interessato dopo aver parlato al telefono con Caldoro. Porte chiuse anche dalla Regione Umbria la cui posizione è stata anticipata ieri da una nota di Maurizio Ronconi, capogruppo Udc al consiglio provinciale di Perugia. “Non è possibile smaltire qui i rifiuti della Campania perché le nostre discariche sono al limite”. Altolà deciso all’ipotesi di smaltimento fuori dalla Campania da parte del presidente del consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni. “Non è possibile che gli enti virtuosi – dice -vengano penalizzati a discapito di quelle realtà che hanno sempre fatto dell’assistenzialismo la loro filosofia di amministrazione”. Nel tardo pomeriggio 14 presidenti di Regione sottoscrivono un comunicato congiunto per chiedere l’apertura di nuove discariche in Campania e indicazioni precise al Governo sulle modalità di gestione dell’emergenza.
E. S.

Giornale numero: 128 - Pagina: 36