Agricoltura a fini sociali anche in Campania. Potrebbe ottenere domani stesso (la seduta è convocata per le 10.30) il via libera della Commissione Agricoltura la proposta di legge dei consiglieri regionali del Pd Rosa D’Amelio, Anna Petrone, Angela Cortese, Donato Pica, Umberto del Basso De Caro che punta all’istituzione di Orti e fattorie sociali.
L’intento è quello di ampliare l’offerta delle attività agricole per consentire a chi le esercita di diversificare l’offerta, migliorare i profitti e creare nuova occupazione in un’area che non è tipica. La proposta prevede l’istituzione del registro delle fattorie sociali e chiede di assegnare priorità, nella distribuzione dei finanziamenti regionali, alle iniziative proposte da questi sodalizi.
“Gli orti sociali e le fattorie sociali – spiega la D’Amelio – diventano centro di servizi sociali dove la coltivazione dell’orto, la cura degli animali, il ciclo biologico e naturale, offrono stimoli nuovi per interventi di socializzazione, di formazione, di supporto all’educazione”.
Ssi può parlare di un modo nuovo di fare impresa . “Questo tipo di attività favorisce, tra le altre cose, il reinserimento di disoccupati difficilmente impiegabili altrove e di persone con difficoltà psichiche o motorie” spiegano i consiglieri del Partito Democratico che l’hanno proposta.
FILIERA CASTANICOLA
All’esame della Commissione Agricoltura torna oggi anche la legge a sostegno delle aziende del settore castanicolo in Campania per affrontare le conseguenze economiche dell’infestazione del cinipide galligeno. Due gli interventi previsti: la possibilità di contrastare efficacemente il cinipide con la “lotta biologica”
mediante l’introduzione di uno specifico parassitoide (Torymus
Sinensis) che si nutre dello stesso cinipide; l’adozione di immediate misure preventive per contenere la propagazione, il danno ambientale ed economico conseguenti all’infezione in atto. La produzione castanicola campana rappresenta oltre il 10 per cento della produzione mondiale e oltre il 50 per cento di quella nazionale. Tra imprenditori, operai ed indotto sono a rischio circa 30mila posti di lavoro.

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