Regione

Riforma delle Breast Unit: il Consiglio accelera

Una riorganizzazione totale delle Breast Unit, le unità di senologia multispecialistiche per la cura delle neoplasie mammarie: è l’oggetto delle proposte di legge all’esame della quinta Commissione regionale (Sanità e Sicurezza Sociale), presieduta dal consigliere regionale del Pdl, Michele Schiano di Visconti, che questa mattina ha ascoltato in audizione gli operatori interessati.

LE PREVISIONI
Le due proposte di legge all’attenzione della Commissione, una a firma del presidente Schiano di Visconti e del consigliere Pdl Bianca D’Angelo, l’altra a firma del vice presidente dell’organismo consiliare Sanità Anna Petrone e del consigliere Umberto del Basso De Caro (entrambi del Pd), tendono a riorganizzare le unità di senologia multispecialistica (istituite, per la prima volta, con la legge regionale numero 20 del 2005, a firma dell’allora presidente della Commissione Sanità, Angelo Giusto) prevedendone una composizione più ampia e più aderente alle normative comunitarie attraverso l’inserimento di ulteriori figure specialistiche che vanno dal terapista della riabilitazione al psico-oncologo, dal chirurgo plastico all’endocrinologo. La proposta di legge Schiano di Visconti-D’Angelo prevede, inoltre, che le breast units di terzo livello possano essere costituite non solo presso le strutture ospedaliere pubbliche ma anche presso le strutture private accreditate, mentre la proposta di legge Del Basso De Caro istituisce presso ogni Distretto sanitario l’Unità di Senologia di base di primo livello e, presso le Aziende ospedaliere, l’Unità di senologia di secondo livello, quale strutture autonoma interdipartimentale.

PRESTO IN AULA
Il testo, assicurano dalla Commissione, sarà presto approvato in Consiglio regionale. “Ci impegneremo al massimo affinché si proceda quanto più rapidamente possibile – dice Schiano di Visconti – e perchè le unità di senologia diventino punto di riferimento nella diagnosi precoce, nella cura e del superamento totale del carcinoma mammario attraverso un approccio multidisciplinare che consenta alle donne colpite di questa patologia di guarire e di recuperare a pieno la qualità della vita”.
E. S.

Giornale numero: 136 - Pagina: 26