viaggio nel Corpo di Napoli

Le norme di buona creanza di donna Matilde

Strane cose accadono in agosto nella “città straordinaria” ma nel corpo di Napoli, come l’inciampo temporale e il conseguente incontro con donna Matilde da tutti chiamata con simpatia e rispetto: ‘a Signora. Lei distribuisce ai passanti il volume “Saper vivere. Norme di buona creanza” in Piazza San Domenico Maggiore e chiede al sottoscritto di agire per diffonderne la lettura sia in città che altrove, in particolare tra coloro che svolgono funzioni pubbliche e di rappresentanza politica: “come quella persona dal dito medio ostentato” aggiunge perentoria donna Matilde “quello con la voce presuntuosa e costruita e gli occhi inzuppati di rancore verso ciò che non considera il suo prossimo, che siano di pelle nera e fuggitivi dai loro paesi travolti da fame e guerre, che siano cani randagi o napoletani, che stiano in strada o in balia delle onde o addirittura che amino e rispettino quel simbolo colorato di bianco rosso e verde”.
“Quanto a me” riprende in confidenza la signora Serao “pur avendo conosciuto la capitale, la città di Napoli resta azzeccata al mio cuore che considero di bronzo, come una cozza appiccicata alla scoglio, come d’altronde la commozione che mi prende in Piazza del Gesù, dove ho frequentato quindicenne in qualità di uditrice la scuola normale Pimentel Fonseca, dove riuscii con determinazione a ottenere il diploma. Mi ritrovo ragazzina quando la vedo, mi ricordo un po’ spaesata ma determinata a non scomparire tra le altre ragazzine più agiate perché del luogo e non come me venuta da un altro Paese. E’ dura essere profughi da sempre anche nella tua epoca con i suoi numerosi mezzi moderni e di comunicazione le sue legislazioni internazionali non si riesce ancora a sconfiggere le sofferenze di infinite creature che muoiono di fame e afflizioni e vedere invece l’ottusità di tanti che all’incontro con le genti scelgono la via di innalzare nuovi muri separatori…e anche voi avete il vostro” mi fa con ironia puntandomi gli occhi addosso.
“Non capisco” faccio e domando “a cosa ti riferisci?” “Ma come? Come fai a non sapere che il 3 agosto è stato inaugurato un muro di cemento armato lungo 450 metri e alto tre, costato circa 300 mila euro per proteggere l’area industriale da un campo di nomadi alla periferia di una importante città di provincia? Un bravo giornalista deve essere sempre informato e deve scrutare e leggere, scrivere , scrivere fino alla morte.
“Vedi”, continua donna Matilde, riprendendo il ragionamento di prima: “quel tale in canottiera non solo offende il buon gusto di presentarsi al pubblico, con quelle ascelle che forse fanno gridare il naso, appare avvelenato dalla mala educazione e dalla pigrizia intellettuale…chissà” – sospira Matilde “se basterà un libro datato – un libro di buone e antiche maniere a sollecitare pratiche di nuova e buona creanza?” – “E’ difficile” continua Matilde- “visto il singolare soggetto, quasi impossibile…come diciamo noi napoletani: ‘ a lavà ‘a capa ‘o ciuccio si perde acqua e sapone ! Ma tentar non nuoce” conclude donna Matilde, coronando infine il suo parlare con una simpatica e schietta risata. Guarda, aggiunge infine Matilde “i politici quelli buoni dovrebbero disegnare il futuro coi colori dell’arcobaleno per i bisognosi e non raccontare barzellette o preparare separatismi…dovrebbero impegnarsi a rimuovere la cause delle sofferenze e disegnare così un futuro degno di essere vissuto, per tutti senza alcuna distinzione”. Penso di procedere con il volume stretto tra le dita per la Mostra d’Oltremare dove ha sede “Il Denaro”e non più in Piazza dei Martiri dove Lei frequentava le numerose famiglie colte e tra queste quella di don Peppino e donna Stella Mariani che abitavano nel palazzo che fu del marchese Nunziante in Via Domenico Morelli. Ma vengo rapito da racconti raccolti per strada dove si parla di “fantasmi dentro un museo…”

Franco D'Angelo


Giornale numero: 157 - Pagina: 51