Agosto, mese unico per il suo calore e colore e per gli avvenimenti che l’attraversano: la notte delle stelle cadenti, la mattina degli inciampi temporali che incontri donna Matilde in piazza del Gesù, il 28 la morte di un fiore che riteneva difficile “il mestiere di vivere”; poi le vacanze, le letture di quotidiani e libri, tra questi “Dalla parte dei vinti” di Piero Buscaroli, finalmente trovato e iniziato a leggere sulla panchina in ombra vicino alla chiesa di Sant’Angelo a Nilo… ma non ancora terminato. Agosto nel ricordo di chi disse NO a Cosa Nostra e fu ucciso 20 anni fa a Palermo alle 7.30, così a Villa Literno, il 25 agosto del 1989.
E infine il rientro dalle ferie, la città straordinaria che torna a riempirsi mentre fantasmi – ma quelli davvero invisibili, malvagi e sacrileghi – circolano perniciosamente come nell’agosto del 2003, quando fu rubato il Gesù Bambinello della piccola, settecentesca chiesa santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, in vico Tre Re a Toledo13, ai Quartieri Spagnoli: proprio nella chiesa dove tante donne hanno pregato la Santa – Anna Maria Rosa Gallo, prima di prendere i voti, nata in una casa lì vicino – e pregano ancora oggi perché conceda loro il dono della maternità, e siedono sulla stessa sedia dove Maria Francesca solitamente riposava e trovava sollievo dai dolori della Passione; proprio nella chiesa della patrona dei Quartieri, alla quale si rivolse la popolazione della zona perché ponesse fine alla seconda guerra mondiale e all’occupazione. Oggi, a distanza di otto anni, i ladri-fantasma tornano al centro storico a rubare nella stessa chiesetta: i due calici per le ostie ed il vino. I giornali parlano di un “furto praticato da una mano leggera”; se una mano è leggera non vuol dire che sia estranea al delitto”(Alda Merini)
Nell’ultimo panorama del mese, trafugato addirittura l’altare di Santa Maria in Cosmedin, in piazza Portanova, nei pressi del Rettifilo: la leggenda vuole sia fondata dall’Imperatore Costantino I, ed è tra le più antiche della città come fondazione, essendo una delle sette diaconie cittadine – istituzioni assistenziali – in cui si celebrava l’antico rito greco; come l’omonima chiesa di Roma, deve il nome al termine greco kosmidion, ornamento.
E Agosto, ancora.
Con mano sicura e silente ragazze e ragazzi figli nostri di genitori distratti, appollaiati sui muretti all’uscita della metropolitana aspettano le vittime – turisti, anziani, passeggeri – per bersagliarli di sputi e urla eccitate e pallini di plastica sparati da pistole ad aria compressa; innaffiarli d’acqua, persino colpirli con bottigline di plastica. E subito via!, a urlare e fare gesti che ostentano gli organi genitali e l’immancabile dito medio; altri mostrano le dita a mo’ di corna, ma tante risate urli e salti con piedi raccolti in comode scarpe colorate.
Poi ci sono quelli in coppia a cavallo di motorini che spaventano i passanti, piccoli centauri con targhe coperte che non portano il casco: fa caldo e poi perché coprirsi il viso?, mica sono sostenitori di credenze maschiliste dove ogni confine è imposto alla donna mentre l’uomo dispone ed è padrone di ogni cosa! La notte poi è delle motociclette cavalcate da giovani centauri con le ragazze devote, a tifare urlanti nella gara che di lì a poco si svilupperà lungo la preferenziale di Via Giordano Bruno, zona Mergellina; ancora al Vomero a spaccare bottiglie di vetro e seminarne ovunque le pericolose schegge; ancora in via Chiaia a inveire sopra una panchina tante volte così la panchina cede ma nessuno lo sa, finché non ci si siede per esempio un turista francese che si ritrova a terra ferito e poi all’ospedale.
Eccoli, i figli dei genitori distratti a Materdei e a Piazza Dante, dappertutto a far danni a persone e cose, come se la città intera fosse quel grosso capannone dove camorristi, per divertirsi e allenarsi, sparano a piccioni gatti e cani spaventati.
Al Borgo Marinari, invece, una fontanella pubblica è portata via da ladri-fantasma al soldo di malavitosi che rubano al bene pubblico per interessi privati, per possedere in privato ciò che invece è della collettività, per ornare qualche luogo privato, in città. Il 23 agosto, il boom di giocate al lotto: 2 la bambina, 26 il fantasma, 72 la meraviglia: il ‘6 viene momentaneamente sospeso. La città del munaciello, delle anime del Purgatorio racchiuse nelle cappelle votive, la città dei fantasmi generosi fuori ai balconi esplode in tutta la sua vivacità. Ma i quotidiani incalzano: il 24 agosto si scopre la Villa Comunale abbandonata a se stessa e preda di fantasmi vandali; a Porta Capuana vandali-fantasma insudiciano aiuole e spiazzi, e di sera rumori molesti non concedono riposo; al Porto, fantasmi procurano disagi a viaggiatori indigeni e turisti; a Porta Nolana immigrati imitano malavitosi metropolitani nell’aggredire Vigili intenti a controllare merce abusiva; al Vico Parettari, traversa del Corso Umberto, non si trova il proprietario (fantasma!) che fitta un monolocale di 23 metri quadrati a 30 immigrati del Bangladesh: pare sia in ferie, fuori città. E poi la meravigliosa Chiesa di Santa Chiara chiusa per “raid degrado”; numerosi furti di appartamenti praticati da ladri fantasma che fanno disperare i napoletani al rientro: sono esperti questi fantasmi, scalano tubature di acqua e gas lungo le mura dei palazzi; altri entrano direttamente alla porta, altri celati sui terrazzi si calano verso l’alba nei balconi degli appartamenti agli ultimi piani momentaneamente vuoti e fanno razzia. Questi fantasmi si muovono in piccoli gruppi, ognuno ha il suo compito preciso e tutti paiono un’orchestra affiatata.
Prima delle ferie tante macchine sono state rubate, e restituite con il classico metodo del “cavallo di ritorno”: fantasmi, si capisce, anche loro devono finanziarsi le vacanze…
Un fantasma grazioso e gentile, invece, è la bimba del Museo Archeologico Nazionale della città, col suo vestito tutto merletti, in giro per le sale del sontuoso palazzo che custodisce la più grande collezione di antichità in Italia; ritenuto uno dei più importanti del mondo per qualità e quantità di opere esposte, principalmente di epoca greco romana e preziosità egiziane. Non ci avventureremo in eruditi dibattiti, cosi com’è accaduto sulla stampa giorni addietro.
Le daremo un nome a questa graziosa fanciulla che pare smarrita nelle pieghe del tempo la chiameremo Matilde, questo sì grazioso e live fantasma che non procura danni ma tanta curiosità e tenerezza. Chiamiamola Matilde! Matilde nella città straordinaria.
(continua)
[viaggio nel Corpo di Napoli]
Quanti sacrileghi fantasmi popolano la città!
Di Franco D'Angelo – sabato 3 settembre 2011Postato in: Cultura
Franco D'Angelo
Giornale numero: 162 - Pagina: 50

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