Associazione pizzaiuoli napoletani

Un villaggio della pizza per rilanciare Napoli

Al via Pizza Village 2011 alla Mostra d’Oltremare. De Magistris, Morra e Russo: Ripartire dalle tradizioni per lo sviluppo della città

La pizza è un simbolo di Napoli e della sua cultura, ma è anche un importante attrattore turistico e un modo per rilanciare l’immagine della città e dei tanti prodotti d’eccellenza del territorio campano. Ed è la protagonista della prima edizione del Napoli Pizza Village, che ieri ha aperto i battenti alla Mostra d’Oltremare alla presenza del sindaco Luigi de Magistris, del presidente della Commissione Agricoltura della Camera Paolo Russo e del numero uno del polo fieristico di Fuorigrotta Nando Morra.
Oltre 10 mila chilogrammi di farina, 5mila chilogrammi di fiordilatte, circa seimila chilogrammi di pomodoro, 4.800 litri di olio e un campo intero di basilico per la preparazione di quasi 80mila pizze: questi i numeri stimati della kermesse organizzata e promossa dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani presieduta da Sergio Miccù, in partnership con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, con il patrocinio di Comune, Provincia di Napoli e Regione Campania e con il supporto di PuntoCom Adv.
La farina utilizzata per le pizze è quella prodotta dalla storica azienda Molino Caputo. Una tradizione nata nel 1924 e che la famiglia di imprenditori porta avanti da tre generazioni. Protagonista sarà anche l’alta qualità dell’olio sannita garantita dagli Oleifici Mataluni di Montesarchio (Benevento). La pizza napoletana sarà infatti arricchita con l’olio extravergine di oliva Dante “100% italiano”, ottenuto da un’accurata selezione di uliveti coltivati esclusivamente in Italia.
Fino all’11 settembre, sono previsti spettacoli di musica, cabaret, eventi sportivi e di danza. Le venti migliori pizzerie napoletane proporranno ai visitatori le proprie creazioni, con farciture ed ingredienti di prima qualità.
Al Napoli Pizza Village, inoltre, sarà sostenuta la candidatura dell’arte della pizza napoletana nel Patrimonio mondiale immateriale dell’Unesco, dopo aver ottenuto il prestigioso riconoscimento Stg, ovvero di Specialità tradizionale garantita dall’Unione europea.

barbara paternostro


Giornale numero: 165 - Pagina: 11