Nessuna schiarita per il Tabacchificio di Battipaglia. Per gli oltre 140 posti di lavoro di prevede un periodo di cassa integrazione. Nei giorni scorsi, presso la sede di Confindustria Salerno, i sindacati hanno tentato una conciliazione fra le esigenze della proprietà e quelle dei lavoratori. Sulla questione, però, a quanto pare, il gruppo Malatesta è stato irremovibile: lo stabilimento S. Lucia è destinato quindi alla chiusura e per i 25 lavoratori fissi ed i 124 stagionali l’unica prospettiva è quella degli ammortizzatori sociali. “Quella del tabacchificio di Battipaglia è l’ennesima crisi irreversibile delle attività del settore – affermano i sindacalisti -. La crisi dei tabacchifici è legata al cosiddetto disaccoppiamento stabilito dalla riforma agraria europea: mentre prima ogni agricoltore percepiva un sostengo al reddito e alla produzione a patto che conferisse il tabacco alle aziende di trasformazione, oggi quel vincolo non esiste più, lasciando tutto al libero mercato. Ciò, tradotto in parole povere, significa che spesso conviene acquistare la materia prima all’estero a prezzi più bassi”. Nei prossimi giorni si attendono sviluppi sulla vicenda che interessa circa 150 famiglie, molte delle quali di Salerno e provincia. Nelle scorse settimane le rappresentanze sindacali di categoria (Cgil, Cisl, Uil) e 60 lavoratori dell’azienda Ati, hanno incontrato il sindaco Giovanni Santomauro. Il sindaco, preso atto del momento difficile, ha avviato i contatti con il proprietario dell’azienda Ati per capire le sue intenzioni.
Battipaglia, nessuna schiarita per il tabacchificio
Di Basilio Puoti – martedì 13 settembre 2011Postato in: Diario della crisi
Basilio Puoti
Giornale numero: 168 - Pagina: 14

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