Scenari

Confindustria: Utilizzare bene l’energia vale 238 mld

Sfruttando in modo razionale l’energia per soddisfare un qualsiasi bisogno, si potrebbe ottenere un incremento di 238 miliardi di euro sul valore della produzione totale, con relativa crescita occupazionale di circa 1,6 milioni di unita’ di lavoro nel periodo tra il 2010 e il 2020. Questo e’ quanto emerso da uno studio condotto da Confindustria e presentato nel corso del seminario “Efficienza energetica: tutela dell’ambiente, opportunita’ di crescita”, tenutosi a Milano, presso la sede dell’Assolombarda.

LE STRATEGIE
Secondo il documento redatto da Confindustria, sostituire i vetri singoli con i vetri doppi, istallare una pompa di calore geotermica o un motore elettrico ad alta efficienza energetica, isolare bene le pareti degli edifici e recuperare calore da caldaie forni o altri impianti garantirebbe un ritorno economico molto importante.
“Il tema dell’efficienza energetica – ha spiegato Antonio Colombo, direttore generale di Assolombarda- da qualunque parte venga visto ha potenzialita’ enormi, i benefici superano sempre i costi”.
Il convegno fa parte di una serie di appuntamenti, che l’associazione degli industriali promuove su tutto il territorio nazionale per dimostrare che investire in efficienza energetica conviene e fa crescere il Paese, sensibilizzando cosi’ le istituzioni locali e gli operatori economici. Il miglioramento dell’efficienza nell’uso dell’energia e’ anche uno degli obbiettivi posti a livello europeo.

OBIETTIVO VINCOLANTE
L’Unione Europea ha, infatti, sottoscritto un obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni di gas serra del 20 per cento e di promozione delle energie rinnovabili anch’esso del 20 per cento sul consumo finale lordo di energia da raggiungere entro il 2020.

FORTI RITARDI
L’Italia, e’ pero’ ancora piuttosto indietro rispetto a tali obiettivi.
“Nel nostro Paese – ha dichiarato Massimo Beccarello, vicedirettore politiche per lo sviluppo, energie e ambiente di Confindustria – il settore dell’efficienza energetica deve ancora svilupparsi, poiche’ manca un’azione politica strutturata”.

IL NUCLEARE
Intanto il recente incidente in una centrale atomica in Francia riporta di attualità le polemiche su questo tipo di produzione energetica che hanno caratterizzato la campagna referendaria della scorsa primavera, che si è conclusa con la bocciatura dell’energia prodatta con la fissione nucleare.
“L’incidente dimostra una volta di piu’ che la bocciatura del nucleare, che il governo voleva riportare in Italia, e’ stata lungimirante. La produzione di energia nucleare ha in se’ dei rischi per la salute e per l’ambiente che non sono eliminabili”.
Lo afferma Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Partito democratico.
“Ci auguriamo che questo ennesimo episodio possa smuovere i Paesi che ancora utilizzano centrali atomiche per il loro fabbisogno a seguire l’esempio della Germania e quindi a spegnere progressivamente i loro reattori. La vera strada del futuro – conclude Bianchi- e’ data dall’efficienza energetica e dallo sviluppo delle fonti rinnovabili e su questo e’ centrata la proposta del Partito democratico”.

Giornale numero: 171 - Pagina: 29