“O questo Paese cresce insieme o non cresce”. Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita a Napoli risponde a chi gli chiede se lo sviluppo dell’Italia possa prescindere dallo sviluppo del Sud.
Il Capo dello Stato è a Napoli per il secondo e ultimo giorno della sua visita ufficiale, prevista nell’ambito del tour nei capoluoghi di Regione in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Napolitano questa mattina ha presenziato all’inaugurazione del duecentesimo anno accademico della Facoltà di ingegneria dell’Università Federico II, ed è ora a Palazzo Reale per partecipare alla Conferenza internazionale sul tema “La diplomazia della globalizzazione”, promossa dalla fondazione Mezzogiorno Europa. Nel pomeriggio parteciperà al convegno “Cinque anni con il sud” sui temi delle politiche per il Mezzogiorno, in programma alla Basilica di San Gennaro Extra Moenia, al quale parteciperà tra gli altri il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli. L’ultimo appuntamento della due giorni partenopea sarà la visita all’istituto penale minorile di Nisida, che accoglie una cinquantina di ragazzi per seguirli, educarli e reinserirli poi nella società civile. Napolitano sarà accompagnato dal ministro della Giustizia Nitto Francesco Palma. In programma, dopo il saluto del Guardasigilli e del capo del Dipartimento per la giustizia minorile Bruno Brattoli, una rappresentazione teatrale messa in scena dai ragazzi del laboratorio ‘Le voci di Napoli’. Al termine dello spettacolo, il Capo dello Stato donerà ai ragazzi una bandiera commemorativa del 150esimo dell’Unità d’Italia. Successivamente, Napolitano e Palma visiteranno i laboratori artigianali di pasticceria, ceramiche e arti presepiali, per poi spostarsi al Centro Servizi, dove assisteranno alla presentazione del progetto ‘Nisida Futuro Ragazzi”, dedicato alle attività trattamentali di recupero dei giovani ospiti dell’istituto.
La visita del Capo dello Stato. 5
Napolitano: “L’università sia sinergica con il mondo dell ‘industria”
“Ci sono grandi potenzialità sviluppo”. Al termine della cerimonia per i 200 anni Facoltà Ingegneria di Napoli, il Capo dello Stato ritorna sulla centralità della ricerca scientifica per il rilancio del sistema Italia. Riferendosi alla prolusione del presidente del Cnr, Francesco Profumo, dice: “Ci ha dato il senso delle prospettive di sviluppo del Paese e di Napoli, e ci ha opportunamente richiamato alla costruzione e alla rafforzamento di una università che sia fabbrica di conoscenza capace di relazioni internazionali e di vicinanza e interazione con il mondo dell’industria, il mondo della politica, dello Stato”.
La visita del Capo dello Stato. 4
A Napolitano tessera ad honorem ex allievi Federico II
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita alla Facoltà di Ingegneria in occasione del Bicentenario, riceve la prima tessera ad honorem dell’Associazione ex allievi della Federico II. “Abbiamo assistito – dice il Presidente al termine dell’incontro – a una densa e bella cerimonia con la prolusione del professor Francesco Profumo, che ci ha dato il senso delle grandi potenzialità e delle prospettive di sviluppo del Paese e di Napoli”. A margine dell’incontro, sollecitato da alcuni cronisti sul ruolo del Sud per lo sviluppo del Paese, Napolitano osserva: “O questo Paese cresce insieme o non cresce”.
La visita del Capo dello Stato. 2
Napolitano in città. Agenda fitta di impegni
Alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è in corso l’inaugurazione del 200° anno accademico di Ingegneria della Federico II. A seguire, alle 11.45, Napolitano è atteso al Teatro di Corte del Palazzo Reale, dove si svolgerà la conferenza internazionale sul tema “La diplomazia della globalizzazione”, promossa in collaborazione con la fondazione Mezzogiorno Europa. Al termine della conferenza, il capo dello Stato incontrerà i familiari dei marittimi sequestrati dai pirati in Somalia nella sede della Prefettura. Nel pomeriggio Napolitano sarà alla Basilica di San Gennaro Extra Moenia dove, accolto dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, parteciperà all’incontro sul tema “Cinque anni con il sud”. Infine si recherà a Nisida, passando davanti alle opere ultimate a Bagnoli. A Nisida visiterà il carcere minorile, accompagnato dal ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma.
La visita del Capo dello Stato.1
Bicentenario della Facoltà di Ingegneria (Federico II).
Il Capo dello Stato assiste alla lectio magistralis di Francesco Profumo (Presidente Cnr)
Prende il via alla Facoltà di Ingegneria della Federico II, in occasione del suo Bicentenario, il secondo giorno di visita del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in città. Accolto al suo arrivo dal prefetto Andrea De Martino, dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro e dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, Napolitano prende posto nell’Aula Magna per assistere alla lectio magistralis del presidente del Cnr, Francesco Profumo. A seguire, si trasferirà a Palazzo Reale dove prenderà parte ad un convegno.
Rivolto ai proclami padani di secessione, ribadisce: “Si può strillare in un prato ma non si può cambiare il corso della storia”. Sulla questione morale, dice: “Non si può certo stendere un velo scuro su tutte le istituzioni, certo è che i politici devono impegnarsi a onorare i ruoli che rivestono”. Sull’attuale legge elettorale va giù duro: “Mi pare che oggi gli eletti non hanno la preoccupazione di fare bene in Parlamento o di accrescere il vincolo che li lega agli elettori, piuttosto avvertono il bisogno di ingraziarsi chi li nomina”. Il clou della prima delle due giornate di incontri fissati in città col Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo si raggiunge senz’altro in occasione dell’incontro con studenti e professori presso la facoltà di Giurisprudenza della Federico II. La “sua” Università che, come ricorda il preside Lucio de Giovanni, “lo ha visto tra gli studenti più meritevoli”. Accolto dal rettore Massimo Marrelli, Napolitano risponde subito ai quesiti di tre studenti, Isabella Esposito, Carmine Pellegrino e Tommaso Russo, che lo sollecitano sulla questione dell’emancipazione della donna, sul recupero della fiducia nelle istituzioni e sull’importanza della preparazione universitaria e del merito in un’Italia che sembra essere sempre più disattenta a certi valori. “Le grandi conquiste civili degli anni ’70, dalla legge sul divorzio a quella sull’aborto, senza dimenticare la riforma del diritto di famiglia, sono un dato irrinunciabile. Come tutte le conquiste non si tratta di riforme che possiamo lascarci alle spalle come se fossero date una volta per tutte, ma vanno realizzate giorno per giorno. Così come vanno realizzati giorno per giorno tanti principi fissati nella nostra Carta costituzionale”. “Le donne – aggiunge – hanno giustamente fatto importanti passi in avanti nelle carriere pubbliche, penso per esempio alla magistratura. Molto però deve essere ancora fatto”. Su come restituire ai cittadini fiducia nelle istituzioni, il Capo della Stato è diretto: “La prima cosa è ricoprire le cariche pubbliche con onore”. E quindi l’affondo sulla legge elettorale. “Ritengo sia maturata già da un pezzo – ha sottolineato – la consapevolezza della necessità di un meccanismo elettorale che faciliti una responsabilizzazione di chi è eletto”. “Non intendo idealizzare o idoleggiare i modelli del passato, sappiamo infatti quanto la pratica delle preferenze grondasse di negatività ma certo era una forma di collegamento più diretto tra eletto ed elettore. Oggi questo collegamento appare essersi definitivamente spezzato”.
Il tema della ricerca scientifica, poi, è notoriamente caro a Napolitano, che sottolinea: Non ho mai visto giovani così motivati professionalmente e umanamente come i giovani impegnati nella ricerca. Occorre superare le divisioni tra apologeti e detrattori del sistenma universitario e pensare invece a rafforzare questa istituzione che rappresenta il motore di tutto il paese”.
Sollecitato dal costituzionalista Massimo Villone a ritornare sulle dichiarazioni di Bossi su un’ipotetica “via democratica alla secessione”, il Presidente risponde: “Ho avuto modo di dire che la secessione è fuori dalla storia e ho aggiunto fuori dalla realtà del mondo di oggi, perché se ci si guarda attorno appare semplicemente grottesco proporre di creare qualcosa come uno Stato Lombardo-Veneto. Si intende forse calcare la scena mondiale, competendo con la Cina, con l’India, con il Brasile, con gli Stati Uniti, con la Russia, con uno Stato Lombardo? Mi pare che il livello di grottesco sia tale che dovrebbe bastare questo richiamo a far capire che si può strillare in un prato ma non si può cambiare il corso della storia”. E infine ricorda: “Nel ’43-’44, l’appena rinato Stato italiano, di fronte a un tentativo di organizzazione armata separatista, non esitò a intervenire in modo piuttosto pesante con la detenzione di Finocchiaro Aprile. Quando dalle grida, dalle chiacchiere, dallo sventolio di bandiere si passasse ad atti preparatori di qualcosa come la secessione, è ovvio che tutto cambierebbe”.
In mattinata il Presidente ha visitato Palazzo Reale per visitare la mostra “Da sud-la partecipazione del Mezzogiorno al processo di formazione dello Stato unitario”, dove ad aspettarlo ha trovato uno striscione con lo slogan: “Traffico rifiuti tossici Nord-Sud. Nessun colpevole vergogna”. Appena arrivato in città, il capo dello Stato ha deposto una corona di fiori davanti alla statua di Giuseppe Garibaldi, appena stata restaurata in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Guarda il promo







