La visita del Capo dello Stato a Napoli

Napolitano: Cambiare la legge elettorale

Il Presidente della Repubblica parla di federalismo e riforme. “È chiaro – dice – che il popolo padano non esiste, nella Costituzione e nelle leggi non c’è una via democratica alla secessione”. E aggiunge: “La politica e anche i partiti richiedono cambiamenti, è necessario che i giovani di oggi si diano da fare per realizzarli”. In mattinata il Capo dello Stato incontra i sindacati di Alenia, informandosi sullo stato della loro vertenza


Rivolto ai proclami padani di secessione, ribadisce: “Si può strillare in un prato ma non si può cambiare il corso della storia”. Sulla questione morale, dice: “Non si può certo stendere un velo scuro su tutte le istituzioni, certo è che i politici devono impegnarsi a onorare i ruoli che rivestono”. Sull’attuale legge elettorale va giù duro: “Mi pare che oggi gli eletti non hanno la preoccupazione di fare bene in Parlamento o di accrescere il vincolo che li lega agli elettori, piuttosto avvertono il bisogno di ingraziarsi chi li nomina”.
Il clou della prima delle due giornate di incontri fissati in città col Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo si raggiunge in occasione dell’incontro con studenti e professori presso la facoltà di Giurisprudenza della “Federico II”. La “sua” Università che, come ricorda il preside Lucio de Giovanni, “lo ha visto tra gli studenti più meritevoli”. Accolto dal rettore Massimo Marrelli, Napolitano risponde subito ai quesiti di tre studenti, Isabella Esposito, Carmine Pellegrino e Tommaso Russo, che lo sollecitano sulla questione dell’emancipazione della donna, sul recupero della fiducia nelle istituzioni e sull’importanza della preparazione universitaria e del merito in un’Italia che sembra essere sempre più disattenta a certi valori.

Il ruolo delle donne
“Le grandi conquiste civili degli anni ’70, dalla legge sul divorzio a quella sull’aborto, senza dimenticare la riforma del diritto di famiglia, sono un dato irrinunciabile. Come tutte le conquiste non si tratta di riforme che possiamo lascarci alle spalle”. “Le donne – aggiunge – hanno giustamente fatto importanti passi in avanti nelle carriere pubbliche, penso per esempio alla magistratura. Molto però deve essere ancora fatto”.

Riforma elettorale
Su come restituire ai cittadini fiducia nelle istituzioni, il Capo della Stato è diretto: “La prima cosa è ricoprire le cariche pubbliche con onore”. E quindi l’affondo sulla legge elettorale. “Ritengo sia maturata già da un pezzo – sottolinea – la consapevolezza della necessità di un meccanismo elettorale che faciliti una responsabilizzazione di chi è eletto”. “Non intendo idealizzare o idoleggiare i modelli del passato, sappiamo infatti quanto la pratica delle preferenze grondasse di negatività ma certo era una forma di collegamento più diretto tra eletto ed elettore. Oggi questo collegamento appare essersi definitivamente spezzato”.
ricerca scientifica
Il tema della ricerca scientifica, poi, è notoriamente caro a Napolitano, che sottolinea: “Non ho mai visto giovani così motivati professionalmente e umanamente come quelli impegnati nella ricerca. Occorre superare le divisioni tra apologeti e detrattori del sistema universitario e pensare invece a rafforzare questa istituzione che rappresenta il motore di tutto il paese”.

Nessuna secessione
Sollecitato dal costituzionalista Massimo Villone a ritornare sulle dichiarazioni di Bossi su un’ipotetica “via democratica alla secessione”, il Presidente risponde: “Ho avuto modo di dire che la secessione è fuori dalla storia e ho aggiunto fuori dalla realtà del mondo di oggi, perché se ci si guarda attorno appare semplicemente grottesco proporre di creare qualcosa come uno Stato Lombardo-Veneto. Si intende forse calcare la scena mondiale, competendo con la Cina, con l’India, con il Brasile, con gli Stati Uniti, con la Russia, con uno Stato Lombardo? Mi pare che il livello di grottesco sia tale che dovrebbe bastare questo richiamo a far capire che si può strillare in un prato ma non si può cambiare il corso della storia”. E ancora: “Non c’è un popolo padano… si può strillare in un prato ma non si può cambiare il corso della storia”. Un riferimento indiretto ai raduni della Lega Nord nel “pratone” di Pontida che ogni anno celebrano il movimento di Umberto Bossi nella “città del giuramento” (quello della Lega Lombarda che si unì contro il Barbarossa).
In mattinata il Presidente ha incontrato i sindacati dell’Alenia. Secondo quanto riferito da Giovanni Sgambati, segretario della Uilm Campania, “il capo dello Stato si è informato, nei dettagli, sullo stato della vertenza”.

A palazzo reale
E sempre in mattinata ha visitato a Palazzo Reale la mostra “Da sud-la partecipazione del Mezzogiorno al processo di formazione dello Stato unitario”, dove ad aspettarlo ha trovato uno striscione con lo slogan: “Traffico rifiuti tossici Nord-Sud. Nessun colpevole vergogna”. Appena arrivatoà, il Capo dello Stato ha deposto una corona di fiori davanti alla statua di Giuseppe Garibaldi, restaurata da poco.

Cristian Fuschetto


Giornale numero: 182 - Pagina: 7