Centro Storico oppure Antico, il Ventre di Napoli, il Corpo di Napoli, addirittura “è viscere’è napole”. Tanti modi per richiamare una realtà inserita nel 1995 nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco con la seguente motivazione: ”Napoli è una delle città più antiche d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo preserva gli elementi della sua lunga e importante storia. I tracciati delle sue strade, ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse conferiscono a questa realtà un valore universale senza eguali, che ha impresso una significativa influenza su larga parte della realtà europea e addirittura oltre”.
Gli accadimenti che si sono succeduti e quanto ancora accade in tale contesto conservano una valenza particolare, proprio perché si realizzano dentro un territorio intriso di storia, tradizioni, leggende, che nonostante le sue rughe appaiono come raggi di sole.
Tantissimo, oggi, discutono animatamente di “ZTL”. Se il provvedimento comunale è utile, se invece crea problemi alle vendite, se danneggia gli automobilisti, addirittura se è un provvedimento democratico, perché limiterebbe per alcuni le libertà individuali e collettive. Ma basterebbe riuscire a passeggiare per la via più complicata dell’intero Centro Storico, Via dei Tribunali – una delle vie più caratteristiche della città, alla quale nel corso degli anni sono stati attribuiti vari nomi: via Augustale, via del Mercato Vecchio, via Capuana. Il nome ‘Tribunali’ primeggiò quando intorno alla metà del Cinquecento, don Pedro de Toledo ebbe unificato nel Castello di Capuana i cinque tribunali allora esistenti, (Luigi Argiulo-‘i vicoli di Napoli’ 1977) per scoprire che i problemi urbani sono ben altri.
Come ad esempio nessuno si ricordava dei cittadini ‘fragili’ i diversamente abili, ai quali non solo il Centro Storico ma l’intera città è vietata da mille e mille ostacoli. Immaginiamo per un attimo che gli abitanti e gli esercenti del centro storico per primi scelgano di non invadere ogni angolo di strada con la loro mercanzia, che macchine e motorini scompaiono da ogni luogo a loro vietato e che tutto venga lasciato libero, e che si offra la possibilità alle persone in carrozzella di accedere in tutti gli esercizi, attraverso un’idonea rampa di accesso. Centro Antico, parte di questa città del sole e dell’accoglienza, del sorriso, della preghiera e dei morti ammazzati, dei miracoli che non fa nulla per questi suoi concittadini portatori di handicap e nemmeno prova a rifletterci, presa da altri accadimenti che pur si succedono al centro storico, come l’ultimo fenomeno definito più o meno “outdoor sex” che tanto parlare ha prodotto.
Ancora una volta è il Centro Antico il palcoscenico delle prime di tali singolarità. Pareva un fenomeno nato in sordina nel 2010, quando i primi casi venivano segnalati all’Autorità Giudiziaria, mentre invece è in ascesa il denudarsi e fare sesso alle prime luci dell’alba, con il brivido di essere osservati e scoperti. Piazza Bellini, coppie di ragazzi si calano intorno alle ore cinque all’interno delle fortificazioni in blocchi di tufo, del 4° secolo a C. portate alla luce a seguito di lavori in quell’area per l’installazione di una cabina elettrica, e li nel ‘fosso’ consumano in fretta e furia l’incontro per poi arrampicarsi e scappare divertiti. Così come sulle panchine di ferro distribuite in Piazza Luigi Miraglia Quartiere San Lorenzo, vicine all’Azienda Ospedaliera Seconda Università degli Studi di Napoli (Policlinico) mentre di fronte si staglia la magnifica Monumentale Chiesa San Pietro a Majella, eretta in stile gotico con tre navi e due porte nel 1300 come dicono alcuni storici, mentre altri la ritengono eretta nel 1500. Ci spiega F. Savoia di Cangiano, nella sua ‘Napoli Antica’ – 1885- “che il solo monumento da cui si può trarre luce su tale dubbio è il campanile che sembra architettura del 1300”.
La stessa accade sempre in Piazza Miraglia ma Quartiere San Giuseppe, di fronte ad una trascurata lapide dedicata ai ‘Caduti di guerra’ ci sono solo due panchine e non sei come nello slargo vicino al Policlinico, e un’edicola, chiusa a quell’ora. Ancora sopra le panchine tonde e in pietra distribuite nella Piazzetta del Nilo, poco distante dalla reale statua del dio Nilo, ma questi mattutini non sono gli Alessandrini, quei mercanti nativi di Alessandria d’Egitto che nella Napoli greco – romana si installarono nell’area attualmente costituita dalla piazzetta e dai luoghi circostanti e in perfetta armonia con i residenti. In quest’area gli alessandrini avevano le loro botteghe e svolgevano i loro lavori e qui innalzarono la statua che doveva ricordare le loro origini. Così come si impegnano questi ragazzi sulle prime scale che portano alla Basilica di S. Domenico maggiore, eretta nel 1283 sull’area precedentemente occupata da una chiesa romanica, e poco distante dall’Obelisco dedicato a San Domenico Maggiore in segno di ringraziamento per la fine della pestilenza che scoppiò intorno al 1556 e che procurò numerose sofferenze e morti al popolo napoletano. All’alba la conformazione urbana è apprezzata da queste coppie di ragazze e ragazzi e dalle loro esibizioni. Poco apprezzamento esprimono coloro che all’alba praticano jogging o si recano al lavoro o solamente passeggiano per godere in silenzio e pace le bellezze antiche di questo patrimonio dell’Umanità. A tanti di noi, un tempo ragazzini, è capitato notare una coppia di cani in accoppiamento con quel legame fisico prolungato, e rincorrerli urlando fino all’esausto distacco, fino a quando qualche donna, infastidita per l’abbaiare e le urla, usciva dal proprio basso con un secchio colmo d’acqua per scacciare i cani e tutti noi urlanti e giocosi.
Ma i cani come si sa non hanno regole ne riservatezza, essi ci regalano giochi e amore, per questo non possono essere giudicati con le nostre regole umane e civiche, mentre coloro che producono problemi ai diversamente abili e non fanno nulla, almeno per alleviarli, non hanno nessuna giustificazione e meritano di essere richiamati affinché evolvano il proprio livello di emancipazione civica.
Ai ragazzi che certamente si divertiranno pure a sentirsi lontani da regole, a partire da quelle del buon senso che dire,forse noi la pensiamo diversamente e cioè che certe cose meritano discrezione, armonia e poi colorati fuochi d’artificio. Questi invece sono ragazzi ‘trik – trak’.
Viaggio nel Corpo di Napoli
Centro storico, ecco le viscere di Napoli
Di Franco D'Angelo – sabato 15 ottobre 2011Postato in: Cultura
Franco D'Angelo
Giornale numero: 192 - Pagina: 41

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