Negli stessi giorni in cui Confcommercio denuncia la spesa abnorme (9 miliardi di euro l’anno) sostenuta per il mantenimento dei 154mila rappresentanti politici delle varie assemblee elettive italiane, arrivano due buone notizie: la decisione della Conferenza delle Regioni di eliminare i vitalizi degli ex consiglieri e l’abrogazione da parte delle Regione Campania della doppia retribuzione per quest ultimi se sono in carica a Roma o Bruxelles. Intanto i commercianti campani s’inventano un folcloristico contrappasso ai privilegi della casta: pizza a 100 euro e caffè a 90 euro per deputati e senatori
Arrivano buone notizie ma attenzione a cantare vittoria. Negli stessi giorni in cui la Confcommercio denuncia, usando la forza dei numeri, la spesa abnorme (9 miliardi di euro l’anno) dei 154mila rappresentanti politici delle varie assemblee elettive del Belpaese, arrivano due buone notizie. La prima giunge dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, che ha deciso all’unanimità di avviare un percorso semestrale volto a eliminare i vitalizi degli ex consiglieri regionali. I consiglieri in carica stiano però tranquilli, tranne rarissime eccezioni (è il caso della Calabria del Trentino, che hanno già scelto di abrogare le pensioni per gli ex consiglieri), se ne parla la prossima legislatura. Su queste cose la casta non ha fretta. “Una decisione – spiega Vasco Errani, rappresentante dei governatori – che corrisponde allo spirito che abbiamo deciso di interpretare con molta coerenza. Una decisione tesa ad autoriformare il sistema regionale. Questa è la prima forte iniziativa. Nelle prossime settimane – annuncia – si svilupperanno altre decisioni da parte nostra tese a raggiungere un equilibrio giusto e corretto dei costi delle istituzione e della democrazia, in relazione anche al momento difficile che sta passando il paese. Siamo intenzionati a procedere con questo spirito. In chiave di autoriforma – conclude – porteremo questi elementi nella Commissione paritetica che è stata istituita con il governo, l’Anci e l’Upi”.
L’altra buona notizia è l’approvazione da parte del Consiglio regionale della Campania della modifica legislativa che sospende la doppia retribuzione per gli ex consiglieri regionali eletti al Parlamento nazionale o al Parlamento europeo. Con essa viene abolita la possibilità di godere contemporaneamente della pensione di ex parlamentare regionale nel momento in cui il beneficiario viene eletto a Roma o a Bruxelles. Con l’aria che tira non stupisce che il voto sia stato unanime sia in commissione “Affari generali” sia in Consiglio, dove 49 consiglieri su 49 hanno deciso per l’eliminazione dell’odioso privilegio istituito dall’allora Giunta Bassolino con legge regionale 9 del 2005, che sopprimeva un articolo di una precedente legge (la 13 del 1996) che a sua volta sospendeva l’erogazione del vitalizio ai consiglieri in caso di elezione in altri organi rappresentativi, nazionali, europei o di altre Regioni. L’articolo 1 della legge regionale appena entrata in vigore stabilisce che “l’erogazione dell’assegno vitalizio è sospesa qualora il titolare dell’assegno stesso venga eletto al Parlamento europeo, nazionale o ad altro Consiglio regionale”. Particolare non trascurabile è quello che vede la nostra Regione tra le più generose in Italia in termini di pensioni per gli ex eletti nel parlamentino del Centro Direzionale. Senato e Camera, per esempio, fissano alla pensione un tetto massimo del 60 per cento rispetto all’indennità lorda, in Abruzzo si può arrivare al 63 per cento, in Campania invece si arriva fino all’80 per cento. Otto i politici immediatamente colpiti, se così si può dire, dalla norma: Teresa Armato, Raffaele Calabrò, Enzo Fasano, Enzo De Luca, Mario Pepe, Cosimo Izzo, Giuseppe Scalera e Domenico Zinzi (attuale presidente della Provincia di Caserta). Tuttavia non c’è da strapparsi le vesti, l’assegno verrà ripristinato con la cessazione dell’esercizio dei rispettivi mandati. “Si tratta di una legge su cui nessuno può rivendicare una primogenitura, perché frutto di un lavoro condiviso da tutti”, dice soddisfatto il presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano. Stefano Caldoro si spinge ancora più avanti e parla di primo passo. “Ogni Regione ha già deciso alcuni tagli al proprio interno, noi abbiamo tagliato 20 milioni di euro tra consulenze e altro”. “In ogni caso – aggiunge – quello dell’abrogazione dei vitalizi ai consiglieri regionali è solo il primo passo perché ora bisogna ragionare sul taglio del numero dei rappresentanti delle assemblee elettive regionali. Quello che mi piace sottolineare è che le Regioni su questo punto hanno trovato una posizione comune che punta a difendere i costi della democrazia ma non quelli della politica”. Neanche il tempo di darsi una pacca sulle spalle per decisioni e iniziative (almeno a parole) bipartisan, che scoppia la polemica.
A innescare la scintilla sono i Verdi, che per bocca del loro commissario regionale, Francesco Emilio Borrelli, chiedono a Caldoro di passare subito ai fatti chiedendo al proprio assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano di optare tra l’incarico in regione e quello di sindaco di Mercato San Severino. In attesa di risposte e di ulteriori segnali concreti, i cittadini hanno dato il via a una sorta di contrappasso fai-da-te ai benefit dei politici. Si chiamano “malefit” e se li è inventati il re della pizza Gino Sorbillo, che riserva ai politici un insolito trattamento: oltre al conto deputati, senatori e consiglieri devono lasciare una banconota da 100 euro. Già mietuta la prima vittima: la “salatissima” pizza (per la cronaca pare si trattasse di una pizza salsiccia e friarelli) è stata servita a Sergio D’Antoni, ex leader della Cisl e ora deputato Pd, che s’è visto aggiungere al conto la maggiorazione riservata alla “casta”. Oltre alla storica pizzeria sono sinora circa un trentina gli esercenti che hanno aderito all’iniziativa, che oltre ai 100 euro per una pizza, prevede 90 per un caffè e ben 350 per un panino. Ecco, il rischio è che gli eccessi della politica servano solo al folclore.
2 – continua

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