No, non sono i buoni propositi quelli che mancano. E neanche possiamo dire che il Paese difetti di persone di talento e buona volontà. Sono i risultati che non si vedono. Con evidente caduta di fiducia e credibilità. Caduta che alimenta i sentimenti di frustrazione di chi non si sente più rappresentato e decide di mettersi in gioco nell’unico modo che ritiene possibile: scendendo in piazza e facendo parlare di sé.Al netto degli episodi di violenza, che come tali vanno riconosciuti e condannati, il movimento dei cosiddetti Indignati nasce proprio per testimoniare di fronte al mondo l’esistenza di valori assai differenti da quelli ritenuti fondamentali dall’élite dominante e perseguiti a ogni costo dalla nuova classe di mandarini al potere: burocrati anziché politici, nominati piuttosto che votati, amanti dei numeri più che delle vite umane.Giovani e meno giovani, tutti preoccupati del proprio futuro o di quello dei propri figli, lanciano slogan che segnalano il malessere senza poter evidentemente indicare soluzioni possibili. Invocare il fallimento delle banche e dei paesi in difficoltà finanziaria, poi, è come auspicare che se ne cada il ramo sul quale siamo, sia pure con precarietà, seduti. Controsensi che solo lo smarrimento può spiegare.Il Giubileo indetto per Napoli dal suo Arcivescovo Crescenzio Sepe offre un modello che comincia ad essere studiato perfino all’estero: obiettivi chiari e raggiungibili, coinvolgimento di privati e istituzioni, opere compiute nell’arco di un anno. In tale cornice la Chiesa cittadina dedica al Turismo il mese di ottobre la cui iniziativa più rilevante riguarda il convegno delle Camere di commercio italiane nel mondo.In programma dal 22 al 26, l’incontro ha l’obiettivo di restituire all’ex capitale del Regno la sua dimensione internazionale e promette d’indicare un metodo di lavoro che consenta di abbandonare la vaghezza delle parole per atterrare sulla solidità dei fatti. Il compito che si è assunto l’ente ospitante, la Camera di commercio con il suo presidente Maurizio Maddaloni, è togliere un pezzo di mare tra il dire e il fare.Dal Giubileo del Turismo possono venir fuori risposte a molte domande.
Editoriale
Togliere il mare tra il dire e il fare
Di Alfonso Ruffo – martedì 8 novembre 2011Postato in: Den, Editoriali
Alfonso Ruffo
Giornale numero: XI - Pagina: 7

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