Viaggio nel Corpo di Napoli

Sette artisti al Pio Monte della Misericordia

Sono sette gli artisti contemporanei di respiro internazionale, Marisa Albanese, Carlos Araujo, Sandro Chia, Flavio Colusso, Mimmo Iodice, Clifford Ross e Charles Skapin che hanno donato una loro opera d’arte che vuole descrivere il tema della misericordia, nelle loro personali interpretazioni.
Le opere saranno esposte dal 19 novembre al 19 febbraio 2012, nella chiesa del Pio Monte della Misericordia, affiancheranno le grandi opere di antichi maestri, come il Merisi, Battistello Caracciolo, Giordano, Santafede e Azzolino.
Lo scopo di tale progetto illustrato da Maria Grazia Leonetti Rodinò assieme a Santo Janni e Mario Codognato: “…si vuole, con tale ambizioso progetto, riannodare i fili di un rapporto tra il Pio Monte della Misericordia con i giovani, usando -come strumento di attrazione- l’arte contemporanea e fare da tramite con la solidarietà secondo un principio per cui dal bello deriva il bene”. “Sarà un’esposizione delle sette opere per la Misericordia di questi artisti, realizzazioni di pittura, scultura, fotografia e musica, create e donate al Pio Monte dai sette artisti. “Tali opere -continua Maria Grazia Leonetti Rodinò, già Decana della Fondazione, eletta nel 2005, mai una donna lo era stata prima- saranno esposte in chiesa accanto al capolavoro del Caravaggio. Poi queste opere andranno in collocazione permanente in una delle sale della Quadreria”.
Questa ‘quadreria’ è una ricca e ampia collezione di quadri ed è formata da tre cuori: il primo raccoglie le numerose tele facenti parte dell’eredità di Francesco De Mura, il secondo è costituito dalle numerose opere che Donna Sofia Capece Galeota donò all’istituto, il terzo cuore è composto dalle tante opere che il Pio Monte ha avuto in donazione nel corso dei secoli (ricerche di Camillo Albanese, camilloalbanese.it) L’attuale progetto de ‘le sette opere per la misericordia’ vedrà inoltre la consegna di due Borse di studio annuali a studenti meritevoli del Conservatorio di Musica di Napoli ‘San Pietro a Majella’ e dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, quest’ultima offerta dall’Associazione Circolo Artistico Politecnico. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito al progetto ‘Sette opere per la misericordia’ una propria targa di rappresentanza.
Sua Eccellenza il Cardinale Sepe sarà presente all’iniziativa di apertura del 19 novembre alle ore 11,00.
Ho potuto ammirare, accompagnato dalla da Loredana Gazzara dell’Uffico Quadreria e Archivio Storico e dal Governatore al Patrimonio Mobiliare Storico Artistico Fabio Pignatelli della Leonessa, in anteprima le opere e mi hanno illustrato ciò che gli artisti contemporanei hanno voluto significare con le loro ‘new 7 opere per la misericordia’ custodite fino a pochi giorni fa in una apposita stanza. Un piccolo quadro in un angolo mi ha particolarmente suggestionato e particolarmente colpito, un olio di un autore ignoto, che rappresenta un paesaggio notturno, agreste con lago notturno, un cielo terso con una luna di sopra onnipresente, un punto luminoso per chi nel buio cammina, scruta e cerca la sua musa ispiratrice.
Il Pio Monte della Misericordia. come illustrano numerose pubblicazione, è una associazione privata fondata nel lontano 1602 da sette nobili napoletani: il nobiluomo Cesare Sersalese, colpito per primo dallo stato di miseria del popolo napoletano decise di cercare fondi per alleviare tali condizioni iniziando nel 1601. Intorno alla sua persona si avvicinarono altri gentiluomini napoletani Giannandrea Gambacorta, Girolamo Lagni, Asterigio Agnese, Giambattista d’Alessandro, Gianvincenzo Piscitello e Giovanbattista Manso, che dedicarono le loro azioni per portare soccorso e conforto agli sfortunati. Questi ‘gentiluomini riguardevoli’ riuniti nella chiesa di Santa Maria del Popolo alla presenza del notaio Aniello Auricola, stesero l’atto costituente di fondazione dell’Opera, che si chiamò inizialmente ‘Sacro Monte della Misericordia’. In seguito ci furono altre adesioni e il nuovo arrivato doveva versare una quota pari alla somma di trenta ducati; nel 1601 furono ammesse anche le dame. Ancora oggi la fondazione opera la propria attività nel campo dell’assistenza e della solidarietà. Furono gli allora nobili fondatori che commissionarono nel 1606, la tela per l’altare maggiore della Chiesa a Caravaggio, considerata tra le opere napoletane la più innovativa tanto che divenne punto di riferimento pittorico importante per tutti gli artisti che si andavano allora formando, fu pagata quattrocento ducati nel 1607. Ed è in tale contesto che parafrasando il titolo del capolavoro di Caravaggio si è dato il titolo all’evento attuale che verrà inaugurato il 19 novembre . Sono dunque quattro secoli che i Governatori e gli associati dell’ istituzione Pio Monte della Misericordia proseguono l’opera di beneficenza e assistenza sotto varie forme, come in elargizioni individuali nei confronti di situazioni difficili e nel mantenimento economico, di Asili, Associazioni Onlus e altre iniziative. In alcune sale dello storico palazzo è ospitato l’Archivio storico e la Biblioteca in cui sono conservati documenti antichissimi, anche anteriori alla fondazione e che vengono consultati da numerosi studiosi. In queste sale si espongono , in deposito temporaneo, oggetti d’arte di antiche ‘confraternite’ napoletane, assieme al patrimonio artistico della Provincia di Napoli. E’ risaputo che la gestione delle innumerevoli attività sono affrontate dal ‘PMM’ e dai suoi associati, usufruendo unicamente dei ricavi provenienti dalla gestione del proprio patrimonio e da donazione di privati. Nell’elegante invito all’iniziativa del ’10, che vede elencati numerosi patrocinanti, in alto c’è una frase che va letta e riproposta : “questa iniziativa è contro il ‘sistema’ camorra”.
Ci sono tanti modi di essere splendidi napoletani, e questo è un esempio!

Franco D'Angelo


Giornale numero: 217 - Pagina: 43