E’ accorpata con i servizi pubblici di rilevanza regionale la commissione d’inchiesta sugli accreditamenti e sulla qualità dell’offerta sanitaria pubblica e privata in Campania. Il Consiglio regionale vota in Aula, all’unanimità, il via libera alla Commissione d’inchiesta proposta dai consiglieri di opposizione del Psi Fausto Corace e Gennaro Oliviero. “È giunto il momento di verificare la qualità dell’azione politica e amministrativa di questa maggioranza, sanità prima di tutto – dice al denaro il capogruppo del Psi Gennaro Oliviero – la Commissione d’inchiesta andrà a far luce sulle ripetute inadempienze della Regione a scapito dei cittadini campani, in virtù dei tagli previsti non solo dal governo nazionale (Piano di rientro) ma anche dai tagli indiscriminati che sta caratterizzando l’azione politica di Palazzo Santa Lucia”.
NIENTE SANATORIA
Nessuna sanatoria intanto sul fronte accreditamenti: lunedì 28 novembre la legge di modifica della norma regionale n. 14 dello scorso 4 agosto passa al vaglio della Quinta Commissione consiliare. Il testo è, tuttavia, completamente rivoluzionato rispetto all’articolato approvato all’unanimità il 28 ottobre scorso dallo stesso organismo consiliare presieduto da Michele Schiano Di Visconti. “Il fabbisogno – si legge nel testo – va soddisfatto, prioritariamente, attraverso l’accreditamento delle strutture private transitoriamente accreditate da intendersi provvisoriamente accreditate alla data del 1° luglio 2007, successivamente delle strutture private già in esercizio e infine delle strutture o di attività di nuova realizzazione.
DOMANDE
Le strutture sociosanitarie private che intendono proseguire in regime di accreditamento istituzionale definitivo le attività erogate in regime di accreditamento provvisorio, presentano nuova domanda di accreditamento istituzionale entro e non oltre il 30 aprile 2012. I dettagli della riforma andranno comunque definiti con gli emendamenti depositati durante la discussione in Aula – possiamo anticipare che nessuno spiraglio viene fornito alle strutture private che dal 1992 – anno del varo della riforma 502 targata Rosi Bindi – lavorano in regime di provvisorio accreditamento senza aver conseguito i titoli necessari ad operare in nome e per conto del Servizio sanitario regionale. In pratica non passa la linea del condono prevista dall’originario testo deliberativo della giunta mentre troverebbe accoglimento la linea del rigore invocata in aula a più riprese dal capogruppo del Psi Gennaro Oliviero e dal Pd sulle cui proposte si articola, peraltro, il nuovo testo. Saranno dunque fatte salve tutte le strutture che hanno rispettato i termini delle norme vigenti, autocertificato correttamente il possesso dei requisiti minimi per le preliminari autorizzazioni sindacali e il possesso dei requisiti ulteriori di qualità in base ai regolamenti n. 3 del 31 luglio del 2006 e n. 1 del 27 giugno del 200). A meno di emendamenti da approvare a questo punto in Aula nessuna possibilità viene concessa, in base al nuovo testo, a chi è ancora in lista di attesa o ha conseguito i titoli oltre i termini fissati da queste due norme di accedere agli accreditamenti semplicemente a partire dalla data di conseguimento dei requisiti.
La legge in pillole
• Il fabbisogno di prestazioni: viene soddisfatto dalle strutture sanitarie provvisoriamente accreditate entro il 1° luglio del 2007
• Le nuove domande: le strutture sociosanitarie che intendono proseguire in regime di accreditamento preentano domanda entro il 30 aprile del 2012
• L’ammissione: Alla presentazione delle domande sono ammesse esclusivamente le strutture sanitarie e socio-sanitarie provvisoriamente accreditate
• I requisiti: la permanenza dei requisiti stabiliti con la deliberazione di Giunta regionale n. 3.958 del 2001 (autorizzazioni) , l’avvenuta presentazione dell’istanza di accreditamento istituzionale in base ai regolamenti 31 luglio 2006, n. 3 o del regolamento del 22 giugno 2007, n. 1, o di entrambi, il possesso dei requisiti ulteriori prescritti per l’accreditamento istituzionale dai regolamenti

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