Magistrati

Giudici di pace: stop allo sciopero. Si attende l’incontro col Guardasigilli

Si apre uno spiraglio nella vertenza promossa dai giudici non togati e che sta paralizzando in questi giorni l’amministrazione della giustizia. L’Unione nazionale dei giudici di pace delibera infatti la sospensione dello sciopero a partire da oggi, giovedì 1° dicembre, “in attesa della convocazione urgente da parte del ministro della Giustizia, Paola Severino”. A renderlo noto sono il presidente e il segretario generale dell’Unione giudici di pace, Gabriele Longo e Alberto Rossi, i quali ricordano che la prima settimana dello sciopero dei giudici di pace la registrato una massiccia adesione della categoria, superiore ad ogni aspettativa e complessivamente superiore al 90 per cento dei magistrati non togati.
Lunedì scorso il ministro Severino ha comunicato per iscritto all’Unione nazionale dei giudici di pace di avere esaminato con attenzione le loro richieste, riservandosi di convocarli in tempi brevi, “una volta acquisito il quadro della situazione”.
“Martedì – spiegano i due esponenti di vertice dell’Unione giudici di pace – abbiamo ascoltato con attenzione le dichiarazioni rese dal Guardasigilli alla Commissione Giustizia del Senato e in una intervista radiofonica sull’urgenza di procedere alla riforma della magistratura onoraria, preservando, da una parte, le peculiarità delle figure professionali che la compongono e, dall’altra, il patrimonio irrinunciabile delle esperienze acquisite dai giudici in servizio”.
E dunque, alla luce del mutamento dell’atteggiamento politico e a seguito della nomina del nuovo ministro della Giustizia, l’Unione nazionale dei giudici di pace, dopo avere sentito i membri del Direttivo nazionale e l’altra organizzazione rappresentativa della categoria, ha deliberato la sospensione dello sciopero.
I giudici di pace porteranno al ministro Severino le proprie istanze storiche: “la necessità – spiegano – di abbandonare le proroghe trimestrali a favore di una reale continuità nell’esercizio delle funzioni. Evidenzieremo altresì che siamo forse gli unici cittadini che nel nostro Paese non godono di alcuna tutela previdenziale ed assistenziale, in caso di maternità, malattia e infortuni sul lavoro, né di ferie e che in tutte queste evenienze, in buona sostanza, subiamo una perdita delle retribuzioni”.
Sulla necessità di un miglior trattamento retributivo dei non togati si è soffermato anche l’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua) nella conferenza nazionale dello scorso fine settimana. L’Oua chiede anche criteri più selettivi per il reclutamento.
r. r.

Giornale numero: 225 - Pagina: 12