Napoli 2020

Economia campana, facciamo luce

Che cosa si può dire della manifestazione che ci accingiamo a inaugurare presso il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare? Che è incompleta, lacunosa e forse congegnata in un fine settimana complicato. Si poteva fare meglio? Certo che si poteva. Ma quella che abbiamo messo in campo è stata la migliore organizzazione possibile e questo ci assolve di fronte ai rilievi – benvenuti quelli costruttivi – dei soliti criticoni.
“Napoli 2020” è un format che la Camera di commercio di Napoli ha adottato per aprire una discussione sistematica sul futuro della città-cardine del Mezzogiorno nel bel mezzo di una crisi che non conosce precedenti per ampiezza e profondità. L’obiettivo dichiarato è dare vita a una rassegna ragionata dell’economia campana e mediterranea. Il raggiungimento di ogni meta richiede che qualcuno faccia il primo passo.
Un giorno e mezzo di confronti, ottanta relatori tra i quali una ventina di economisti, due star internazionali come Dominick Salvatore e Paolo Savona, l’esperienza giubilare di Sua Eminenza Crescenzio Sepe, la piena partecipazione delle istituzioni: per partire può bastare. Ed è interessante notare come la disponibilità a farsi coinvolgere, a discutere, perfino ad ascoltare, è stata più larga delle aspettative. Buon segno.
Naturalmente siamo all’inizio del cammino. Naturalmente la prossima edizione sarà migliore. Naturalmente abbiamo intenzione di giungere fino in fondo assumendo la responsabilità di un percorso che sappiamo essere per definizione a ostacoli. Perché il segreto oggi è rompere gli indugi e darci dentro. Mettersi in gioco, questo conta. Superare le incertezze, vincere le paure, aprire il cuore alla speranza.
Siamo tutti preoccupati del futuro. E anche il presente ci fa tribolare non poco. Le divisioni che da sempre caratterizzano i rapporti tra napoletani, e i meridionali in genere, non aiutano a trovare soluzioni. Troppa frammentazione impedisce di formare masse critiche sufficienti ad affrontare i problemi con la prospettiva di risolverli. Ecco perché la denigrazione supera l’approvazione e l’impedimento sostituisce il compimento (copyright di Marco Esposito).
Qualsiasi organismo, individuo o gruppo, ha bisogno di disegnare il futuro al quale vuole appartenere. Deve scrivere la storia che intende interpretare e ritagliarsi il ruolo che pensa di poter recitare. Napoli non può continuare a vivere alla giornata, cascando di crisi in crisi, di illusione in illusione, di delusione in delusione. Per questa città e per i suoi cittadini è giunto il momento di recuperare l’appuntamento con la loro storia.
Comunque vada, la coraggiosa iniziativa della Camera di commercio e del Denaro – grazie anche alla benevolenza di tanti amici – sarà un successo.

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Sì, avete visto giusto. Abbiamo cambiato formato. Siamo tornati a quello del 1991, quando quest’avventura editoriale è cominciata. Ogni tanto per andare avanti è necessario anche guardarsi indietro.

Alfonso Ruffo


Giornale numero: 231 - Pagina: 1