Il Centro storico continua ad essere nella sua complessa vita quotidiana un luogo di incontro, di ispirazione e diffusore di iniziative e di avvenimenti storico culturali. Uno scrigno che non finirà mai di svelare i suoi segreti, le sue potenzialità perché altre continueranno a realizzarsi e in parte svelarsi.In attesa di conoscere se quelle spoglie trovate nella chiesa dei Gerolomini siano o meno del Magnifico Giovambattista Vico, oppure di vedere Piazza Miraglia restituita in sicurezza ai cittadini, capita di incontrare persone e artisti ‘illustri sconosciuti’ che si fermano per un po’ in Piazza San Domenico Maggiore per completare un’ ispirazione canora nata vicino al mare, in Via Caracciolo, chi invece indossa la tuta che porta i segni del lavoro e che ha uno sguardo distante mentre sorseggia un caffè. Le giornate napoletane che continuano a presentarsi miti e solari incoraggiano l’estro artistico di tantissimi.Alcune persone portatrici di handicap , in carrozzella, sostano in piazza , a sfogliare un giornale, scambiare quattro parole , a godersi uno spazio non ostile come invece si presenta tutta la città nei confronti delle persone ‘fragili’ di ogni età. A dire il vero la città si presenta ostile ogni giorno nei confronti di tutti, ma l’oblio continua a mietere vittime. Una vittima piena di storia pare la chiesa di San Gennaro all’Olmo invasa da ‘bancarella selvaggia’, che aggredisce le inferiate che la circondano e lo sguardo dei passanti , curiosi di sapere se in quel luogo tanto tempo fa è stato battezzato un illustre napoletano. “Un artista canoro deve dare un messaggio e non limitarsi a cantare canzoni d’amore”. Inizia così l’incontro mio con Cristian , 33 anni , chiamato ‘ò marenaro’, perchè compone le sue melodie davanti al mare , accompagnandosi con la sua inseparabile chitarra. “Un artista di strada?” gli domando “certo” risponde con enfasi “la città di Napoli è per me la culla della cultura, abbiamo l’arte, i monumenti , la natura che vanno difesi e fatti conoscere ulteriormente, e l’artista di strada è una espressione artistica antica, dunque bene ha fatto il Sindaco a regolare questa forma di espressione per tanto tempo trascurata”. “Sui nostri concittadini cosa mi dici?” – domando ancora – E lui “Ognuno di mattina deve sbarcare il lunario, però non apprezzo chi sceglie di lamentarsi solamente, bisogna agire e dare forza alla fantasia , alle iniziative”- risponde con foga –“e poi bisogna pensare molto al nostro prossimo, infinite persone nel mondo muoiono di fame e non hanno nemmeno le medicine…la politica mondiale su questo ha fallito” . “E’ vero” –continua calmo- “che bisogna difendersi nella vita , ma vedere soffrire e morire di fame bambini oppure sopportare soprusi , impoverisce la vita di ognuno di noi”.Mi regala alcune note di chitarra per salutarmi e mentre mi allontano si fa folla intorno a Cristian , detto ò marenaro; sono numerosi gli universitari che ascoltano un suo motivo che parla di ‘un papa bianco e un papa nero’.Il caffè , l’artista Giuseppe Corcione , l’ha finito mentre mi viene incontro , riconoscendomi. Ha sottobraccio un pacco composto da numerosi inviti per la sua ‘Prima’, sorride, un sorriso gioviale che si estende tra i piccoli baffi e un disordinato pizzetto che adornano il viso , eternamente pallido. Gli artisti sono fatti così, penso, quasi tutti magri, sembrano denutriti, hanno lunghe dita magiche e sguardo a volo d’angelo, hanno teste che esprimono grandi pensieri, a differenza di coloro che contengono grandi idiozie nel proprio cervello , soprattutto quelli che indossano camice di colore verde per marcare meglio la loro postura. Ci sediamo sugli scaloni della chiesa di San Domenico Maggiore, sembriamo due zingari metropolitani che cercano l’elemosina. “Allora, cosa bolle in pentola ?” domando a Giuseppe Corcione , l’artista che ha voluto svelare il Cristo”. Con fare schivo , Giuseppe incomincia a spiegarmi: “Ho programmato la mia iniziativa nella Galleria del Real Monte Manso di Scala con l’ inaugurazione il 9 dicembre , alle ore 17,30 , avrà questo titolo: ” Io ne so una più del …….” Simboli e miti della tradizione messi a giudizio. L’ evento proseguirà fino al 23 dello stesso mese ; questa iniziativa vuole collocarsi in un momento che vede la città impegnata a volere cambiare
San Domenico Maggiore, uno scrigno ricco di segreti
Di Redazione il Denaro – sabato 10 dicembre 2011Postato in: Cultura
Giornale numero: 232 - Pagina: 41

Guarda il promo







