Dalla Giunta di Palazzo Partanna la ratifica politica al presidente: oltre il 70% di sì al patron di Magnaghi che sana così la sua elezione Il riparatore navale ritira le sue dimissioni dopo la votazione
Si trova la quadra a Palazzo Partanna. Il presidente Paolo Graziano incassa la “fiducia” politica della Giunta di Confindustria Napoli, mentre Antonio Palumbo, il riparatore navale che con il suo ricorso ai probiviri confederali ha determinato il voto di ieri, ci ripensa e ritira le sue dimissioni dall’associazione datoriale.
La Giunta, formata da poco più di 60 imprenditori, riunisce 53 componenti e dà a Graziano 40 sì (il 75 per cento), 12 no e una scheda bianca al termine di una riunione durata circa due ore. Tutta la procedura avviene a scrutinio segreto su indicazione dei probiviri confederali sollecitati da alcuni membri di Giunta. L’unico a prendere la parola nell’assise per manifestare il suo sostegno a Graziano, riferiscono fonti industriali, è il past president Salvatore Paliotto.
“Lo scrutinio è stato segreto, ma l’applauso palese”, è il commento di Giuseppe Esposito, alla guida della sezione Industria alimentare, il quale parla di “fastidio per gli imprenditori che, in un momento di crisi così acuta, hanno dovuto perdere due ore per un cavillo burocratico inesistente”. Durante la riunione, come racconta lo stesso direttore commerciale di Ep, è stata anche letta una lettera sottoscritta da tutti i presidenti delle diverse sezioni e i leader dei gruppi con cui si attesta “la qualità dell’immagine e della rappresentanza” del presidente. “Siamo fortissimi”, taglia corto il presidente degli under 40, Vincenzo Caputo, Dello stesso tenore l’indicazione di Fabio De Felice, membro del settore Terziario avanzato: “Siamo tutti con il presidente”. Anche per il past president Gianni Lettieri nella riunione “tutto è andato liscio e come doveva”.
Oltre a ribadire l’unità che la Giunta ha stretto intorno a Graziano, gli industriali mettono in evidenza anche il ruolo chiave giocato in questa fase dal vice presidente vicario Sergio Maione. E’ lui, a sentire il parere degli associati, l’artefice della levata di scudi che ha sbloccato l’empasse.
La posizione della Giunta non convince però ancora Palumbo. L’imprenditore fa sapere di “prendere atto di quanto emerso. Ma continuo a ritenere che non sia legittimo sanare ‘politicamente’ un vizio che è tutto procedurale e fuori dalle regole scritte. Gli stessi probiviri nazionali avevano ritenuto che la candidatura di Graziano non fosse stata avallata così come prevede lo statuto. E ora invece la legittima ex post una Giunta che per lo più è stata nominata sotto la sua presidenza. Comunque sia rispetto e accetto una decisione che – ribadisco – è tutta politica. Proprio in virtù del profondo rispetto che ho per la posizione espressa dalla Giunta, ho deciso di ritirare immediatamente le mie dimissioni dall’Unione. Contro Graziano non ho infatti alcun motivo di scontro personale. Tutta la vicenda, come tutti sanno, è partita nell’interesse della mia categoria sugli stravolgimenti del riordino della cantieristica navale nel porto e contro chi ne ha approfittato a proprio uso e consumo”. Chi? Palumbo punta il dito su Anna Ummarino (Nuova Meccanica Navale), a lui subentrata alla presidenza della sezione Cantieristica in una riunione in cui l’industriale non è stato convocato.

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