La regola e l’eccezione

Obiezione: Ma che cosa è cambiato con il Giubileo? Napoli è sempre la stessa, sciatta, infedele, sull’orlo tutte le crisi possibili e impossibili… Che cosa dunque è cambiato con il Giubileo che si possa realmente apprezzare? Non corriamo il rischio di celebrare qualcosa che passa come un venticello sulle coscienze, concede un po’ di refrigerio e poi scompare? Risposta: Per giudicare il fenomeno dovremmo immaginare che cosa sarebbe oggi la città senza di quello. E perciò: Come si presenterebbe Napoli, ora, adesso, senza il Giubileo? La verità è che non lo possiamo sapere. Possiamo però immaginare che nei tratti esteriori non sarebbe cambiata granché. Scendendo un po’ in profondità, possiamo dire la stessa cosa?
A giudicare dal numero di eventi e organizzazioni e persone che è stato capace di mobilitare il Cardinale Crescenzio Sepe – del Giubileo ideatore e motore –, dovremmo concludere che già siamo in presenza di una forma di miracolo. Dalle associazioni di categoria agli ordini professionali, dalle autorità costituite ai semplici cittadini, laici e cattolici, nessuno si è sottratto alla suggestione di poter partecipare a qualcosa di straordinario.
Si sono realizzate piccole opere, si sono fatte promesse, si sono accese speranze. Pare poco? Sepe ha parlato alle coscienze e le ha invitate a svegliarsi dal sonno nel quale erano cadute, forse anche per lo scorno di vedere la città più bella del mondo sprofondare nel disonore. Sepe ha solleticato l’amor proprio. Ha riattizzato il fuoco dell’orgoglio. Pare poco?
Il Giubileo è sceso come un manto sulla città e si è posato tra tutti noi tenendo in un solo abbraccio le migliori energie e le più belle intenzioni. Il Giubileo per Napoli è quello che Napoli sarà dopo questa esperienza. Sarà quello che riusciremo a realizzare tenendo fede ai propositi che abbiamo formulato. Il Giubileo per Napoli è quello che i napoletani vorranno diventare. Pare poco?
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Anche il nuovo mensile New Napoli è frutto del Giubileo e delle riflessioni che ha contribuito a generare. Ce n’era proprio bisogno? No, bisogno non se ne sentiva. E forse lo scetticismo sulla sua utilità si farà sentire già dal primo numero. Consideriamolo un omaggio alla città nella quale abbiamo scelto di vivere e dove i nostri figli crescono. New, per le cose nuove che vogliamo raccontare e per l’interesse internazionale che questa città, nata nobile, ha sempre suscitato. Napoli, perché l’abbiamo nel cuore nonostante ci faccia tanto soffrire.

Alfonso Ruffo


Giornale numero: 237 - Pagina: 1