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Tassa di soggiorno, l’enigma esenzioni

Anche questa settimana prosegue la disamina sulla tassa di soggiorno: Va ricordato che il contributo è esente dal pagamento dell’Iva.
Sono esenti dall’ applicazione dell’imposta: i minori di anni dieci e coloro che pernottano presso gli ostelli per la gioventù, i malati, nonché un accompagnatore per ogni degente ricoverato presso strutture sanitarie ed i genitori di malati minori di anni 18; un autista di pullman ed un accompagnatore turistico, ogni 25 partecipanti ad un gruppo.
In questo contesto, sorgono altri dubbi operativi: se ogni Comune applicherà deroghe, ovviamente l’albergatore sarà tenuto a darne debita comunicazione all’ospite, evidentemente già in fase di prenotazione. Alla richiesta “mi dice il costo camera per cortesia?”, l’addetto al ricevimento dovrà rivolgere, preventivamente, una serie di domande inerenti il numero e l’età degli ospiti, per quale motivo si prenota, come s’intende saldare la camera. Crediamo che questo interrogatorio sarà difficilmente accettato di buon grado dall’altro capo del telefono.
Inoltre, se pensiamo agli alberghi la cui vocazione è prettamente business, presso i quali gli ospiti soggiornano per ragioni di lavoro, con un budget predeterminato e, molto spesso, su richiesta delle aziende locali, siamo convinti che l’applicazione dell’imposta di soggiorno (imposta di scopo, ricordiamo, applicata per il consumo del territorio) originerà vere e proprie insurrezioni, scatenate bilateralmente, sia dalle industrie che dagli albergatori, i quali vedranno decurtare, ulteriormente, la propria occupazione in un’epoca di crisi già conclamata.
In effetti, il regolamento governativo inerente al Decreto legge del 14/03/2010 n. 23, sarebbe dovuto entrare in vigore per il 6 giugno 2011; ma questo, ad oggi non è ancora avvenuto.

REGOLAMENTO TARDIVO
Proprio nel caso di mancata emanazione del regolamento governativo entro il 6 giugno 2011, i Comuni possono comunque emanare il proprio regolamento ed adottare l’imposta di soggiorno. Il regolamento comunale viene adottato “ ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 settembre 1997, n.446, sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive”.

IPOTESI DI ILLECITO
La norma richiamata stabilisce che il regolamento debba essere approvato con deliberazione del Comune non oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione e non abbia effetto prima del 1° gennaio dell’anno successivo (quindi dal 1° gennaio 2011).
Ergo, quei Comuni che intendono applicare da subito (o comunque dal 1° luglio 2011) la suddetta imposta e non l’abbiano portata in approvazione nel bilancio di previsione, ovviamente compiono un illecito opponibile dalle associazioni di categoria del Comune stesso.
Già nella bozza del regolamento governativo si evidenzia la finalizzazione del gettito prodotto dall’imposta, ciò crea ai nostri occhi alcune perplessità in merito alla sua trasparenza.

Alberto Alovisi


Giornale numero: 240 - Pagina: 20