Governo

Politiche sociali e Inps: a rischio le invalidità

Inizia a prendere forma, in Italia, la macelleria sociale che tutti avrebbero voluto evitare e che probabilmente rende ragione delle lacrime spese dal Ministro al ramo Elsa Fornero (nella foto). Non c’è solo l’azzeramento del fondo nazionale per le politiche sociali ma anche un nuovo inedito atteggiamento ai limiti della legittimità da parte delle istituzioni preposte. In questo caso ad essere colpito è lo stesso vertice dell’Anida onlus, l’associazione nazionale diversamente abili. Ecco la storia: il 23 dicembre scorso, all’antivigilia di Natale il presidente dell’Anida Giuseppe Sannino riceve una raccomandata dall’Inps con la quale gli comunicano di avergli, per l’ennesima volta, ridotto l’invalidità civile dal 100 per cento all’80 per cento. Sannino, affetto da poliomelite dalla più tenera età, a sessantadue anni si trova a dover ancora combattere con l’ Istituto di previdenza sociale e fa della sua vicenda personale una “battaglia-simbolo per migliaia di casi simili. Ecco i fatti che lui stesso riepiloga: “Nel 2002 la mia patologia si aggrava e mi viene riconosciuto il 100 per cento di invalidità con indennità di accompagnamento, nel 2003 vengo chiamato a verifica e mi viene confermato il 100 per cento con accompagno. Nel 2004 nuova visita di verifica, ancora tutto confermato. Nel 2008 nuova verifica (periodo dei “falsi invalidi”) e mi viene revocata l’invalidità all’ 80 per cento. Nel 2010 a ottobre il tribunale di Napoli con sentenza di I° grado n° 25.383 mi restituisce il 100 per cento con accompagno dalla data della revoca, confermando le stesse patologie aggravatesi visto l’avanzare dell’età. Poi il ricorso dell’Inps. Rigettata la sospensiva. La prima udienza d’appello è fissata a giugno 2015. Il 15 luglio 2011 chiede a Sannino documentazione relativa al suo stato invalidante. Il giorno 18 novembre nuova visita e poi la raccomandata della vigilia di Natale.

Giornale numero: 243 - Pagina: 11