[ Taccuino da Shanghai ]

Cina: settore lingerie in piena fioritura

di Jeff Zhou e Joey Zhou
Mandarin Capital Partners
Per molte donne cinesi un nuovo completo di lingerie è un acquisto irrinunciabile durante lo shopping di Capodanno. Il fatturato del comparto biancheria intima femminile ha infatti registrato un incremento mensile pari almeno al 20 per cento durante le vacanze legate alla festività cinese. Secondo le statistiche il mercato ha superato gli otto miliardi di euro nel 2010, e grazie a un tasso di crescita a doppia cifra, vicino al 20 per cento, negli ultimi anni la Repubblica popolare è diventata la regione dove il settore registra la più elevata crescita al mondo. Le consumatrici cinesi, 525 milioni di donne di età superiore ai quindici anni, di cui il 21 per cento nella fascia 15-24 e il 41 per cento di età compresa tra i 25 e i 44 anni, rappresentano un enorme bacino di potenziali clienti per le grandi firme della lingerie. Nonostante il mercato dell’intimo abbia ancora dimensioni molto inferiori a quelle dell’abbigliamento femminile, il cui fatturato complessivo si è assestato nel 2010 attorno ai 44 miliardi di euro, si prevede che le vendite di articoli di lingerie nei prossimi cinque anni si svilupperanno notevolmente, con incrementi annui intorno al 20-30 per cento. Il potenziale del mercato cinese è tale che né i marchi domestici né quelli stranieri possono permettersi di ignorarlo. I tempi cambiano e al giorno d’oggi tutti i marchi di lingerie dovrebbero cercare di catturare l’attenzione delle consumatrici con pubblicità accattivanti, che abbiano come protagoniste modelle attraenti e che pongano enfasi sia sulla qualità dei materiali utilizzati che sull’originalità dello stile. Infatti le consumatrici cinesi sono oggi più aperte verso un genere promozionale più esplicito e sexy e sono finalmente disposte a spendere del tempo per gli acquisti di lingerie, accettando consigli dalle addette alla vendita e discutendone apertamente con le amiche in modo da “scovare” il capo più adatto. L’evolversi di queste abitudini è stato accompagnato e in un certo modo influenzato dall’ingresso nel mercato cinese di diversi marchi stranieri. Ad ogni modo, nonostante la penetrazione di diverse aziende occidentali, nessuna di queste ha per il momento guadagnato una posizione di leadership, e il mercato non è dominato dai soli brand stranieri. Posizioni dominanti come quelle di Chantelle in Francia, Victoriàs Secret negli Stati Uniti e Marks & Spencer in Gran Bretagna non sono ancora state raggiunte da nessun player e ciò rende la Cina ancora più appetibile (…).

Giornale numero: 4 - Pagina: 6