Milano brilla con i titoli finanziari. Vola Unicredit. Spread a 475

Chiusura in rialzo per Piazza Affari, migliore d’Europa, mentre le altre Borse del Vecchio Continente chiudono miste, appesantite dall’avvio debole di Wall Street, affossata a sua volta dalle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e dalle vendite al dettaglio di dicembre, dati risultati entrambi sotto le attese. La Borsa di Milano allunga ancora, dopo il recupero della vigilia, grazie all’esito favorevole dell’asta di ieri dei Bot, in cui il Tesoro è riuscito a collocare titoli per 12 miliardi con rendimenti più che dimezzati. Lo spread Btp-Bund, da parecchi giorni stabilmente sopra quota 500 punti, rientra sotto la soglia critica, pur restando a livelli elevati (475,2 in chiusura secondo Bloomberg). Come da copione, l’allentarsi della paura consente alle banche italiane di riprendere un po’ di fiato, risalendo dai minimi pluriennali delle scorse sedute.
In chiusura, l’indice Ftse Mib guadagna il 2,09 per cento, spingendosi oltre quota 15.400 punti (15.192,79 punti la chiusura, 15.401,12 punti il massimo intraday) e tornando sostanzialmente sui livelli del 2 gennaio scorso. L’AllShare sale del 2 per cento e il MidCap dell’1,31.
Non si arresta la risalita di Unicredit (più 13,53 per cento), incurante della smentita del fondo sovrano kazako Samruk-Kazyna delle indiscrezioni di stampa su un rastrellamento di titoli. Trattate 270 milioni di azioni, ben sopra la media del periodo, oltre il 10 per cento del capitale pre-aumento. Il diritto mette a segno un progresso del 47,41 per cento. In scia le altre banche: Mps più 8,81 per cento, Mediobanca più 8,06, Ubi più 6,28, Banca Popolare di Milano più 6,56, Banco Popolare più 4,07, Intesa Sanpaolo più 4,03 e Banca Popolare Emilia Romagna più 2,82 per cento.
F. G.

Giornale numero: 009 - Pagina: 22