Regione

Impugnate 2 leggi su 10. Crescono i veti: più 16%

Più di due leggi su dieci approvate dal Consiglio regionale della Campania negli ultimi tre anni sono state impugnate dal Governo di fronte alla Corte costituzionale. Vale a dire che otto dei 38 provvedimenti licenziati dal maggio 2005 (quando si è insediato il nuovo parlamentino con il governatore Stefano Caldoro) ad oggi hanno invaso le competenze dello Stato o sono risultati privi della necessaria copertura, al punto che la loro legittimità è stata rinviata al giudizio della Consulta. Limitandosi al solo dato numerico, si tratta del risultato peggiore dell’Assemblea regionale degli ultimi 10 anni: rispetto al primo triennio della scorsa legislatura, quando la percentuale di leggi impugnate era ferma al 5,25 per cento, c’ è stato un incremento del 16 per cento. Anno nero il 2007: lo stop ha interessato 7 testi su 24, ovvero il 29 per cento della produzione legislativa. La situazione migliora solo se si considera l’intera durata dell’ultima consiliatura Bassolino: dal 2005 al 2010 la percentuale di leggi impugnate è salita al 16,3 per cento (15 sulle 92 complessivamente approvate), un risultato ancora distante, però, di circa 5 punti rispetto alla media fatta registrare dall’attuale parlamentino.

LE INVASIONI
Dall’ordine pubblico alla stabilizzazione del personale sanitario, dall’eolico alla mancanza di “adeguata copertura finanziaria” per le previsioni contenute in Bilancio: sono invasioni di campo in materie di competenza esclusiva dello Stato le motivazioni più frequentemente addotte dal Governo per rinviare una legge al giudizio della Corte. L’ultima in ordine di tempo a finire nelle maglie dei controlli preventivi di costituzionalità è la legge regionale che impone la sospensione fino alla sentenza dei consiglieri colpiti da condanna, anche non definitiva, per reati di collusione con la criminalità organizzata e associazione a delinquere di stampo camorristico. A detta dell’Esecutivo il provvedimento risulta in evidente contrasto con la legge dello Stato che impone, in questi casi, una sospensione massima fino a 18 mesi derogabile solo laddove entro questo termine intervenga una sentenza negativa di appello. Ci sono motivazioni legate alla competenza esclusiva in materia di ordine pubblico anche nello stop alla legge sul contrasto alla violenza di genere.

ENERGIA
Numerosi gli scivoloni anche in materia ambientale e di tutela del territorio. Come quello contenuto nelle disposizioni sulla costruzione di nuovi impianti eolici. Palazzo Chigi, in questo caso, contestava la disposizione che stabiliva una distanza di almeno 800 metri rispetto a strutture già esistenti che producono energia sfruttando il vento. Nell’impugnativa il Governo sosteneva che “non possono essere poste limitazioni e contingentamenti indiretti attraverso una norma sulle distanza, ma devono essere individuati aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti attraverso un’apposita istruttoria avente ad oggetto la ricognizione delle disposizioni volte alla tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico”. L’Esecutivo ha impugnato anche il bilancio di previsione per il 2011 e il triennio 2011-2013, per una questione di disponibilità di risorse: la somma di 660 milioni di euro posta a copertura di alcune spese individuate nel testo non risultava essere disponibile in quanto frutto di avanzo del bilancio 2010 non ancora sottoposto a certificazione visto che il rendiconto finanziario al 31 dicembre dell’anno precedente non era stato mai approvato.

AMBIENTE

Non solo. La Finanziaria campana subordina il rilascio delle autorizzazioni per gli impianti per la produzione di energia termoelettrica che operano in ambito regionale alla dotazione di un sistema di monitoraggio sullo stato della qualità dell’aria. Fin qui nulla di strano, se non fosse che a tale disciplina non possono sottrarsi neppure le autorizzazioni integrate ambientali per impianti di competenza statale. La violazione registrata è quella dell’articolo 117 in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema “riservata alla competenza esclusiva dello Stato”. Motivazioni molto simili nell’impugnativa della prima legge approvata dal Consiglio in questa legislatura: la numero 11 del 2010 che prevede sgravi contributivi in regime de minimis per gli stabilimenti balneari del litorale Domitio/Flegreo ed equipara gli stabilimenti balneari ed elioterapici a imprese di rilevanza turistica. Il Governo impugna la norma per due articoli che contrasterebbero con alcuni commi dell’articolo 117 della Costituzione in riferimento alla libertà di concorrenza “secondo condizioni di pari opportunità” nonché “in relazione alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema”.

SANITA’
Nel mirino di palazzo Chigi finisce anche la disciplina in materia di rientro dal disavanzo sanitario, non conforme alle norme statali. Infine, ancora un rilievo in materia ambientale: la Regione, fissando il termine di due mesi come tempo massimo entro il quale l’Autorità preposta deve esprimere il parere sul rilascio dell’autorizzazione agli scarichi, opera “una arbitraria riduzione dei tempi previsti dalla normativa statale di riferimento”.

Antonella Autero


Giornale numero: 11 - Pagina: 12