Magistrati

Paolo Mancuso in pole position per la nomina a capo del Dap

Il procuratore di Nola è tra i favoriti per prendere il posto di Ionta alla guida del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria


Paolo Mancuso, l’attuale procuratore di Nola, è in pole position per la nomina a capo del Dap, l’ambito Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, da cui dipende il Corpo della Polizia penitenziaria. Attualmente alla guida del Dap c’è Franco Ionta, ex procuratore aggiunto di Roma. Il suo mandato scade il prossimo 14 febbraio. Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha 90 giorni di tempo dal suo insediamento per confermarlo o meno. Ma fonti accreditate parlano di una nomina quasi certa di Paolo Mancuso, unico candidato in grado di conquistare la poltrona. Un ritorno alle stanze di largo Luigi Daga, visto che dal 1998 al 2001 è stato prima vicedirettore del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), e poi reggente dell’ufficio quando Giancarlo Caselli ha lasciato l’incarico di vertice. Tornato a Napoli nel 2001 come procuratore aggiunto, ha coordinato la sezione criminalità comune e poi quella contro i crimini economici, occupandosi dell’inchiesta contro Berlusconi e Saccà per il caso Raiveline. Nel settembre 2008 è diventato capo della Procura di Nola. A quanto viene riferito sempre dagli uffici della presidenza del consiglio, Mancuso godrebbe dell’appoggio del Quirinale.
Paolo Mancuso è noto oltre che per la sua carriera anche per essere il fratello di Libero, magistrato (in pensione) che alle primarie napoletane correva in nome della Sel di Nichi Vendola. Napoletano, classe ’48, nel 1974 entra nei ruoli della magistratura. Dal 1984 al 1991 è giudice istruttore presso il Tribunale di Napoli e, nella stessa città, dal novembre 1991 all’agosto 1993, sostituto procuratore presso la Procura Distrettuale Antimafia, per poi assumere, fino al luglio 1995, l’incarico di procuratore distrettuale presso lo stesso Ufficio. Successivamente, è coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia, incarico che lascia nel settembre 1997 per assumere la vice direzione generale del Dap. Già nel 2006 Mancuso aveva tentato di conquistare la poltrona del Dap. La sua nomina era data quasi per certa dopo la fine del mandato di Gianni Tinebra. La lunga militanza nelle fila dei giovani comunisti e il ruolo in Magistratura democratica gli garantivano l’appoggio dei Ds. Ma l’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella, gli preferì un altro napoletano: Ettore Ferrara, l’allora capo di Gabinetto, in magistratura dal 1974, e consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura dal 1998 al 2002. Forse nel 2006 contro la nomina di Mancuso pesò un’inchiesta giudiziaria su presunte frequentazioni camorristiche, poi archiviata. Ma questa volta non ci dovrebbero essere ostacoli. Se Mancuso venisse nominato capo del Dap, cadrebbe la sua candidatura alla guida della Procura di Napoli.

Silvia Miller


Giornale numero: 11 - Pagina: 25