La Soprintendenza ai beni ambientali nega l’assenso alle nuove scogliere a via Caracciolo. Un intervento alternativo, ideato dagli architetti Fernando De Blasio e Gerardo Mazziotti, tutela le opere progettate nel 1868
Coppa America: conto alla rovescia per il via alle regate in programma il prossimo 8 aprile a Napoli nelle acque antistanti via Caracciolo. A 60 giorni dall’evento, tuttavia, il Comune è ancora in alto mare sulle opere da realizzare per la adeguata sistemazione del tratto della Rotonda Diaz e del lungomare di via Caracciolo dove si svolgeranno gli eventi velici.
Allo stato l’unico progetto presentato ufficialmente è quello di Palazzo San Giacomo.
La Soprintendenza ai beni ambientali, in conformità al Decreto ministeriale 171 del 2005, non ha potuto rilasciare il proprio assenso – sulla proposta formulata dal Comune e predisposta dal Provveditorato alle Opere pubbliche – in quanto in contrasto con le prescrizioni i vincoli vigenti per quest’area.
La proposta prevede, infatti, un ulteriore allungamento della scogliera emergente di 3 metri sul livello del mare, con la realizzazione di due “baffi” sulle testate che, invece, in bbase al citato decreto, andrebbe eliminata almeno per la parte emergente.
Il progetto prevede inoltre, a seguito dell’allungamento della scogliera, un conseguente notevole traffico di mezzi pesanti per il relativo trasporto del materiale lapideo da posizionare in maniera emergente sui lati di ponente e di levante della scogliera esistente che influenzerebbe negativamente la mobilità nell’intero comprensorio di Chiaia (si parla di 80 camion al giorno per almeno 15 giorni).
LE DUE FASI
In realtà un’altrernativa esiste da tempo ed è rappresentata dalla proposta elaborata dagli architetti Fernando De Blasio e Gerardo Mazziotti su mandato dell’Assise cittadina di Palazzo Marigliano presieduta da Gerardo Marotta. La proposta e già stata consegnata alla Soprintendenza. Questa ipotesi si condensa in 18 tavole che prevedono due fasi: una prima di recupero di tutto l’emiciclo inferiore e superiore della Rotonda Diaz, riportandolo, dopo averlo opportunamente restaurato, alle sue originarie caratteristiche monumentali, unitamente allo spostamento delle scogliere attualmente esistenti a ridosso del muro storico, lungo il tratto di via Caracciolo, in modo da lasciare il muro monumentale alla libera visione originaria. In adiacenza all’emiciclo inferiore (dove adesso è l’arenile cosiddetto Lido Mappatella, in continua evoluzione a seguito delle correnti marine) si prevede un ‘area di dimensioni tali da consentire la provvisoria installazione delle specifiche attrezzature al servizio dei team che gareggeranno (si tratta di attrezzature mobili da smontare alla fine del primo evento velico).
IL CAMPO BOE
Di fronte a quest’area, che costituisce uno spazio collettivo e di socializzazione, è previsto il campo boe dei catamarani concorrenti che risulterà protetto da una scogliera soffolta, comunque posta al di fuori dell’area vincolata dal decreto, che garantirà una profondità adeguata al loro pescaggio di mt. 2,70 che invece non può essere garantito all’interno dei “baffi” previsti.
IL NODO SCOGLIERE
Di contro la proposta del Comune, anziché eliminare le improprie posizioni delle scogliere (come prescritto dal citato decreto) aggrava il contrasto con le opere monumentali realizzate nel 1868 da Enrico Alvino (che comprendono le quattro rampe di scale, altrettanti storici lampioni e gli approdi in basalto della Rotonda Diaz con il muro frangiflutto originario che costeggia via Caracciolo), impedendo allo stato attuale di godere la vista del mare e interferendo con le correnti geomarine che, negli ultimi 30 anni, proprio per colpa della scogliera, hanno fatto nascere la spiaggia sul lato est della rotonda Diaz che un tempo non c’era.
Non solo, per la realizzazione del progetto è previsto, come si è accennato prima, che su via Caracciolo e sulle arterie che ad essa conducono transiteranno 80 enormi Tir, ogni giorno, per il trasporto dei pesantissimi carichi di materiale lapidario destinato all’allungamento della attuale barriera interferendo non poco con il traffico cittadino.
IL DRAGAGGIO
Senza contare il fatto che una volta realizzati i due allungamenti alle testate della attuale scogliera emergente come sono oggi questi spazi a mare non consentono l’ormeggio dei catamarani e richiederebbero pertanto adeguati interventi di dragaggio costituendo così le premesse per una ulteriore opera complessa con l’incognita delle necessarie autorizzazioni di scavo e trasporto a nuova dimora da richiedere.
Non tralasciando, infine, che le attuali scogliere posizionate impropriamente a ridosso del muro storico frangiflutto, (che dalla proposta alternativa sono tutte da spostare liberando la visione storica del muro) hanno contribuito alla realizzazione di un’area ricettacolo di rifiuti sui quali spesso scorrazzano i topi e che, secondo il progetto previsto dal Comune, restando invece dove sono, non interverrebbero sullo scempio ambientale oggi esistente.

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Nella fase di stallo fra soprintendenza ed enti promotori può risolvere la questione solo il ministero… si spera in fretta… ulteriori ritardi potrebbero portare all’annullamento dell’evento… comunque sia… il fatto che Mappatella Beach possa trasformarsi in sede delle regate più prestigiose è qualcosa di meraviglioso…
Fabrizio Reale
laboratorionapoletano.com