Non sempre la ricchezza è fonte di felicità, ma, talvolta, determina scelte sbagliate e conseguenze negative. Sta crescendo il timore che un’analoga considerazione sia attualmente riferibile al litorale di Coroglio, che certamente è un patrimonio di straordinario valore.
LA SCELTA INDUSTRIALE
Forse, di fatto, non è stata una scelta sfortunata la destinazione industriale dell’area di Coroglio all’inizio del secolo scorso. Indubbiamente, l’attività dell’Italsider è stata fonte di grave inquinamento, ma verosimilmente essa è servita ad evitare un’irreversibile devastazione della zona nei decenni successivi all’ultima guerra mondiale, in cui il territorio napoletano di maggiore pregio ambientale è stato sommerso da una speculazione edilizia incontrollata e di cattiva qualità.
Ma, chiusa l’Italsider ed esclusa la destinazione industriale della zona, era lecito sperare che Napoli avrebbe potuto finalmente godere del suo grande patrimonio, costituito da una zona fra le più ricche, a livello mondiale, di bellezza e di storia.
ANNI DI RITARDO
Vari anni, però, sono inutilmente trascorsi fino al 1996, in cui il Parlamento nazionale approvò una legge per sollecitare ed indirizzare il recupero di tanta ricchezza, prescrivendo, fra l’altro, il ripristino della linea originaria della costa.
Dopo quasi sedici anni il bilancio dei costi e benefici è largamente negativo.
Da poco è terminata la sceneggiata avente ad oggetto il previsto svolgimento della cosiddetta Coppa America nel mare di Bagnoli.
Secondo l’Amministrazione comunale, tale previsione è stata un escamotage per riaccendere i riflettori sull’area, che, però, sarà utilizzata per il secondo evento del 2013. Intanto, anche questa previsione è forse soltanto una battuta di circostanza ed il destino dell’area di Bagnoli resta sempre incerto.
OPINIONI IN CONTRASTO
Le opinioni sull’assetto definitivo della zona sono ancora varie e contrastanti, compresa la sorte della colmata e dei pontili, nonostante la legge vigente del 1996.
La progettazione del porto, la sistemazione degli alberghi, il destino di Nisida e così via, comportano un complesso di interrogativi, in attesa che sia finalmente e definitivamente approvato un concreto ed efficace piano urbanistico attuativo della zona.
Intanto, la farsa di Bagnoli ha determinato la decisione dello svolgimento della cosiddetta Coppa America a Via Caracciolo, per salvare la faccia e risparmiare una pesante penale finanziaria.
DISAGI ALL’ORIZZONTE
Di qui deriva un altro esempio di come la ricchezza possa rendere infelici. Basti pensare alle previsioni relative alle conseguenze della destinazione di Via Caracciolo per consentire le regate in programma. Tra l’altro, di questo si tratta e non della Coppa America. Sostanzialmente si tratta di un’esibizione di alcune barche, che parteciperanno alla famosa gara velica.
Intanto occorre chiedersi: quali e quanti saranno i disagi per moltissimi napoletani a seguito della chiusura di una delle principali strade di collegamento tra le zone occidentale ed orientale della città?
Anche l’Assessore Donati ha detto che sarà “molto dura” per la vita quotidiana dei cittadini (a parte le elevate spese conseguenziali).
Ancora una volta i napoletani devono soffrire per motivi di incapacità di decidere e di ambiguità.

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