Una buona notizia: in Italia è diminuita la vendita di sigarette, infatti nel 2010 le vendite si sono ridotte del 2,4 per cento rispetto al 2009: quasi 1 pacchetto in meno al mese acquistato da ciascun fumatore. Ciò è quanto riferisce l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (Aams), che ha pubblicato i suoi dati sul sito web del ministero della Salute. Il bilancio – a 7 anni dall’entrata in vigore della legge Sirchia contro il fumo – è contenuto nel Rapporto 2011 “Attività per la prevenzione del tabagismo”del ministero della Salute. Per la prima volta dal 1997 dunque, le vendite sono scese sotto la soglia dei 90 milioni di kg. Tale diminuzione è pari a circa il 12% in meno rispetto al 2004. Nonostante i dati incoraggianti, “a sette anni dall’entrata in vigore della legge Sirchia – ha dichiarato il ministero della Salute – il fumo rappresenta ancora un problema prioritario di sanità pubblica; anche se buoni risultati sono stati ottenuti per la tutela dei non fumatori, grazie al successo della legge tuttora ampiamente rispettata, sono ancora molte le attività in corso per la riduzione dei fumatori attraverso la prevenzione dell’iniziazione e il sostegno alla cura”.
Accanto al calo della vendita di “bionde”, ha precisato inoltre il rapporto, “c’è da notare, nell’ultimo anno, un ulteriore notevole aumento (+29,5 per cento) delle vendite del tabacco trinciato (per le sigarette’fai da te’: Ryo – Roll Your Own), le cui vendite sono più che triplicate (+204 per cento) dal 2004. Questo tipo di tabacco, che rappresenta attualmente il 2,2 per centodel mercato, ha un costo inferiore rispetto alle sigarette ed è, quindi, particolarmente “invogliante” per i giovani consumatori”. I fumatori nel mondo, sempre secondo il Rapporto, sono 650 milioni e i morti da fumo 5,4 milioni all’anno (650 mila nei Paesi Ue), destinati secondo le stime a salire a 8 milioni nel 2030 (oltre l’80 per cento nei Paesi in via di sviluppo). Nel XX secolo il fumo ha ucciso 100 milioni di persone e si calcola che nel XXI le vittime saranno 1 miliardo. Altrettanto tragico è anche il bilancio del fumo passivo, con 603 mila morti premature all’anno (28 per cento bambini, 26 per cento uomini, 47 per centodonne), di cui 19 mila in Europa. In Italia i decessi attribuibili al fumo “attivo” sono stimati invece in un range compreso fra 70 mila e 83 mila all’anno, un quarto dei quali riguarda 35-65enni. Secondo i dati Istat, su 52 milioni di abitanti over 14, in Italia i fumatori sono circa 11,6 milioni (22,3 per cento), di cui 7,1 milioni di uomini (il 28,4 per cento) e 4,5 milioni di donne (16,6 per cento). Nel 2003, prima della legge Sirchia, fumava il 23,8% dei connazionali (il 31% degli uomini e il 17,4 per cento delle donne), con un calo complessivo del 6,3 per cento (-8,4 per cento per i maschi e -4,6 per cento per le femmine).
Psicologia
Dalla crisi all’educazione alla Salute: fumatori in calo
Di Redazione il Denaro – martedì 24 gennaio 2012Postato in: Sanità
Giornale numero: 016 - Pagina: 24

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