Il dibattito di ieri al cinema Med conferma la vivacità del mondo professionale e la sua apertura. Si respingono le liberalizzazioni selvagge nella convinzione che tutelare le competenze vada nel segno dell’interesse collettivo. “Oggi si definiscono liberalizzazioni – precisa Antonio Areniello, presidente del Consiglio Notarile di Napoli – scelte che in realtà tendono a trasferire competenze da soggetti qualificati ad altri, magari meno qualificati”.
RISCHIO INFILTRAZIONI
Ed è allarme anche per le società professionali: “Siamo contro il modello delle società di professioni con socio di capitale in maggioranza: è una scelta che presenta il rischio di infiltrazioni malavitose”, come ribadisce Maurizio de Tilla, presidente del Comitato unitario delle professioni (Cup) di Napoli. “Temiamo – spiega – l’ingresso negli studi professionali di soci di capitale senza limitazione di quote perché questa norma porterà anche l’immissione di capitali illeciti, minando l’indipendenza dei professionisti e la stessa democrazia”. E Domenico Posca, presidente del sindacato dei commercialisti Unico, lancia una proposta per l’esercizio della professione in forma associata: “Ogni professione dovrebbe elaborare un certo numero di progetti strategici. Per ognuno di questi – spiega – viene costituita una società tra professionisti con specifico oggetto sociale. A monte del sistema ci sarebbe una holding della professione promossa e partecipata dall’ente di previdenza, da associazioni rappresentative e dal consiglio nazionale. La holding avrebbe partecipazioni nelle società tra professionisti dedicate ai singoli progetti, che avrebbero come soci i singoli professionisti che intendono prendere parte all’attività”. E giovedì prossimo anche il Consiglio nazionale dei giornalisti organizza una manifestazione di protesta contro le liberalizzazioni selvagge, come annuncia il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli. “Siamo lieti – aggiunge Lucarelli – che ora si denunci con tanta forza il problema del precariato professionale, un dramma che la nostra categoria sconta in modo pesante”. Lucarelli ribadisce inoltre la necessità dell’unione di intenti fra le varie categorie professionali “anche a difesa dell’autonomia delle nostre Casse di previdenza”. Farsi ascoltare dal legislatore è una delle priorità individuate dai professionisti e il presidente nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, lancia la proposta di un Centro studi, espressione del movimento unitario delle professioni “per elaborare proposte di legge sulle materie di nostra competenza e per dialogare con Governo e Parlamento”. Zambrano denuncia anche il fenomeno delle aggiudicazioni al ribasso degli incarichi di progettazione di lavori pubblici “che mortifica le professionalità e penalizza la qualità del lavoro”.
CONCERTAZIONE
“La concertazione è una priorità, il problema è che Governo e politici non ci dialogano con noi”, ribadisce il presidente degli ingegneri napoletani Luigi Vinci. “Quando si parla di concertazione – aggiunge Vinci – sento sempre chiamare in ballo i sindacati e le associazioni imprenditoriali, come Confindustria. E’ un fatto che il mondo dell’impresa si sta muovendo da tempo alla conquista del mercato dei servizi professionali. Dobbiamo reagire intervenendo sul fronte della certificazione delle competenze, della qualità, dell’aggiornamento continuo. E’ un percorso che noi abbiamo intrapreso da tempo”. E si apre al dialogo l’assessore regionale al lavoro Severino Nappi: “Le professioni – dice – sono un pilastro centrale della nostra comunità. Sul loro impegno, anche culturale, poggia una fetta significativa del futuro del nostro territorio. Condivido le critiche di metodo e merito sollevate dal mondo delle professioni”.
La categoria degli architetti è fortemente cresciuta negli ultimi anni: oggi gli iscritti a livello nazionale sono 150 mila, ma anche in questo settore si aggrava il dramma del precariato giovanile, come denuncia il presidente dell’Ordine di Napoli Gennaro Polichetti, “Oggi è difficile che un collega – spiega – possa raggiungere una certa stabilità professionale prima dei quaranta anni di età. I concorsi di idee e i concorsi di progettazione – aggiunge Polichetti – possono essere lo strumento che consente alle giovani energie di emergere”.
“Il vero problema – sostiene Vincenzo Amendola, segretario regionale del Pd – non sono le tariffe professionali, ma la modernizzazione nell’offerta dei servizi professionali” e in questo senso occorre prevedere, secondo Amendola, strumenti di legge per consentire l’accesso a risorse europee per lo sviluppo degli studi professionali e per consentire ai giovani di cimentarsi nel lavoro autonomo. Anche le associazioni professionali sono mobilitate per dare un futuro ai giovani, evidenzia Giuseppe Della Rocca, presidente di Confprofessioni Campania. “La crisi del lavoro dipendente – ricorda Della Rocca – avvicina in misura sempre maggiore i giovani al mondo del lavoro professionale. E a loro dobbiamo dare risposte”.

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