Il decreto “Semplifica Italia” vuole assegnarli alle cooperative di giovani, anche per investimenti nel turismo. Alcuni consiglieri regionali da tempo presentano proposte di legge per regolarne la gestione a livello locale. Nell’attesa i beni sottratti alla
disponibilità della criminalità organizzata, sono un patrimonio potenzialmente produttivo e solo in parte sfruttato. In Campania, stando agli ultimi dati diffusi dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), ci sono 1.812 cespiti tra immobili (1.501) e aziende (311) che in qualche modo possono essere utilizzati. In questa regione si concentra il 13,05 per cento del patrimonio totale sottratto alle organizzazioni malavitose: numeri più consistenti si registrano solo in Sicilia, dove con 5.210 beni su un totale nazionale di 11.954 è ubicato il 47,5 per cento del capitale un tempo nella disponibilità di mafia, camorra e ‘ndrangheta.
BENI LIBERI – Leggendo i resoconti dell’Anbsc si scopre come al momento in Campania ci siano 63 immobili e 98 imprese usciti dalla gestione e quindi potenzialmente disponibili per le operazioni previste dal decreto “Semplifica Italia”. E’ opportuno ricordare come la disposizione del Governo guidato da Mario Monti si applichi in misura prevalente ai beni di prossimo inserimento nel patrimonio gestito dall’Agenzia nazionale.

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