Proposta di legge sull’abuso di dipendenza economica e sull’introduzione della figura di un presidente delle professioni. L’obiettivo del progetto è tutelare i giovani e i precari
Contro quello che viene definito “il più grave attacco mai sferrato al sistema degli Ordini” i professionisti vanno al contrattacco e lanciano il progetto per una legge a tutela dei colleghi più deboli (ossia giovani e precari) che oggi si trovano spesso in posizione di “dipendenza economica” nei confronti della committenza: è la proposta che parte lunedì 23 gennaio da Napoli, in occasione del Forum delle professioni del Centro-Sud organizzato al Cinema Med di Napoli per iniziativa dell’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli (presieduto da Achille Coppola) e del Comitato unitario delle professioni partenopeo (guidato da Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura), moderato dal vice direttore del Tg1 Gennaro Sangiuliano.
Ordine dei commercialisti e Cup di Napoli hanno messo insieme dunque la loro capacità di mobilitazione per un evento che segna una svolta nel dibattito sul mercato dei servizi professionali in Italia e che ha mobilitato oltre mille professionisti.
La manifestazione organizzata contro le liberalizzazioni selvagge e per un progetto di riforma delle professioni che non penalizzi le competenze (e che, anzi, schiuda nuove occasioni di mercato), si conclude dunque con una prima proposta concreta.
“La nostra iniziativa non è affatto una provocazione – afferma il presidente dei commercialisti partenopei Achille Coppola – : noi professionisti non siamo una lobby, viviamo nel precariato e siamo le prime vittime di una crisi sistemica, che riguarda il capitalismo. Per combattere le difficoltà dobbiamo comunicare e fare sintesi. La proposta di un disegno di legge sull’abuso di dipendenza economica e l’introduzione della figura di un ‘presidente delle professioni’, sono dettate dalla necessità che un comparto che conta oltre due milioni di lavoratori possa ritrovare l’unità ed esprimere posizioni comuni e condivise”.
Una delle priorità, dunque, è “lotta al precariato”. Una formula ribadita anche sulle centinaia di magliette distribuite al forum, sfoggiate con orgoglio da numerosi partecipanti ai lavori e che inalberano lo slogan: “Sapere precario, ora basta”. La precarizzazione del lavoro professionale è la conseguenza della paralisi del mercato del lavoro dipendente degli ultimi vent’anni: molti giovani sono stati in pratica costretti a scegliere la professione autonoma nell’ultimo ventennio.
Risultato: aumento dell’offerta di servizi e prestazioni spesso pagate al ribasso. “La precarietà – si legge infatti nella relazione allegata alla proposta di disegno di legge – è sempre accompagnata da un fenomeno odioso e ripugnante: quello dello sfruttamento del lavoro attraverso ‘l’abuso di dipendenza economica’ che può essere combattuto annullando i contratti in cui il professionista è sfruttato”, con conseguente “riqualificazione economica dell’accordo da parte dei magistrati”. Inoltre la proposta normativa prevede “una severa sanzione penale per i soggetti, pubblici e privati, che commettono questo reato”.
“Per lanciare un’idea così innovativa – spiega Vincenzo Moretta, segretario dell’Ordine di Napoli e ‘regista’ del Forum – non poteva esserci occasione migliore che quella offerta da una platea di oltre mille professionisti che da Napoli lanciano un messaggio a tutta l’Italia e dicono basta ai soprusi, agli attacchi, agli insulti. Non siamo una lobby, non siamo una casta, ci sentiamo un volano per lo sviluppo del Paese e vogliamo la crescita come e più di chi ci attacca. Commercialisti, avvocati, psicologi, medici, ingegneri e tante altre categorie si ritrovano insieme per un’iniziativa promossa dai commercialisti e del Cup di Napoli. Non vogliamo più restare in silenzio”.
Lo spirito innovativo del forum di Napoli è confermato anche dalla massiccia eco mediatica che ha ottenuto la manifestazione. “E’ stato un successo – afferma Moretta – frutto di un lavoro di squadra. Sono stato affiancato infatti dai colleghi consiglieri Marilena Nasti, Salvatore Palma, Salvatore Tramontano e Michele Saggese, dal commercialista Riccardo Izzo (segretario del Cup Napoli) e da Mario Michelino, coordinatore dello staff dell’Ordine dei commercialisti partenopei. Li ringrazio tutti per la dedizione e l’entusiasmo”. “Abbiamo dimostrato – aggiunge Marilena Nasti – che quando si lavora con una visione condivisa e con ideali comuni i professionisti rappresentano una forza in grado non solo di protestare, ma anche di lanciare proposte concrete”. Il forum di Napoli è in pratica il risultato tangibile di più di tre mesi di confronto organizzato attorno al tavolo interprofessionale istituito per iniziativa dell’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli, “nella consapevolezza – aggiunge Moretta – che sono una mobilitazione unitaria possa farci uscire dallo stallo e riesca a dare forza alle nostre opinioni”.
“Noi non siamo affatto contro la riforma delle professioni, ma dobbiamo essere proprio noi professionisti a tracciare le linee guida di questa riforma”, precisa Giovanni Prisco, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Nola. “Conosciamo i problemi del lavoro autonomo – dice Prisco – così come conosciamo bene il potenziale del nostro settore. Per questo motivo condivido appieno l’appello lanciato in occasione del Forum del Centro Sud per una riforma professionale che nasca dalla concertazione2”
“Oggi abbiamo il governo dei professori, ma speriamo domani di avere un governo dei professionisti”, afferma infatti Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che invita i colleghi a “candidarsi alle prossime elezioni, qualsiasi possa essere la vostra opinione politica”.

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