Forum di Napoli

Mobilitazione contro le liberalizzazioni selvagge

Il dibattito che si è articolato durante il Forum delle professioni organizzato al Cinema Med conferma la vivacità del mondo professionale e la sua apertura ad innovazioni che siano realmente utili alla modernizzazione nell’offerta dei servizi, senza inutili fughe in avanti. Si respingono le liberalizzazioni selvagge nella convinzione che tutelare le competenze vada nel segno dell’interesse collettivo. “Non siamo contrari alle liberalizzazioni, ma intervenendo sulle tariffe professionali si è partiti col piede sbagliato”, puntualizza Achille Coppola, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli. “Noi invece intendiamo lanciare un progetto che chiameremo “Libera Italia” per sostenere le misure davvero necessarie per lo sviluppo – dice Coppola – per esempio con l’istituzione di un’Agenzia delle uscite per dare maggiore efficienza ed efficacia alla spesa pubblica”.
“Oggi si definiscono liberalizzazioni – precisa Antonio Areniello, presidente del Consiglio Notarile di Napoli – scelte che in realtà tendono a trasferire competenze da soggetti qualificati ad altri, magari meno qualificati”.
Uno dei più forti motivi di allarme è per lo schema prefigurato delle future società professionali: “Siamo contro il modello delle società di professioni con socio di capitale in maggioranza: è una scelta che presenta il rischio di infiltrazioni malavitose”, come ribadisce Maurizio de Tilla, presidente del Comitato unitario delle professioni (Cup) di Napoli. “Temiamo – spiega – l’ingresso negli studi professionali di soci di capitale senza limitazione di quote perché questa norma porterà anche l’immissione di capitali illeciti, minando l’indipendenza dei professionisti e la stessa democrazia”.
E Domenico Posca, presidente del sindacato dei commercialisti Unico, lancia una proposta per l’esercizio della professione in forma associata: “Ogni professione dovrebbe elaborare un certo numero di progetti strategici. Per ognuno di questi – spiega – viene costituita una società tra professionisti con specifico oggetto sociale. A monte del sistema ci sarebbe una holding della professione promossa e partecipata dall’ente di previdenza, da associazioni rappresentative e dal consiglio nazionale. La holding avrebbe partecipazioni nelle società tra professionisti dedicate ai singoli progetti, che avrebbero come soci i singoli professionisti che intendono prendere parte all’attività”. Altro tema di scottante attualità: il precariato professionale.
“Siamo lieti – sottolinea il presidente dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, intervenendo nel dibattito organizzato al Med – che ora si denunci con tanta forza il problema del precariato professionale, un dramma che la nostra categoria sconta in modo pesante”. Lucarelli ribadisce inoltre la necessità dell’unione di intenti fra le varie categorie professionali “anche a difesa dell’autonomia delle nostre Casse di previdenza”. Farsi ascoltare dal legislatore è una delle priorità individuate dai professionisti e il presidente nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, lancia la proposta di un Centro studi, espressione del movimento unitario delle professioni “per elaborare proposte di legge sulle materie di nostra competenza e per dialogare con Governo e Parlamento”. Zambrano denuncia anche il fenomeno delle aggiudicazioni al ribasso degli incarichi di progettazione di lavori pubblici “che mortifica le professionalità e penalizza la qualità del lavoro”.
“La concertazione è una priorità, il problema è che Governo e politici non ci dialogano con noi”, ribadisce il presidente degli ingegneri napoletani Luigi Vinci. “Quando si parla di concertazione – aggiunge Vinci – sento sempre chiamare in ballo i sindacati e le associazioni imprenditoriali, come Confindustria. È un fatto che il mondo dell’impresa si sta muovendo da tempo alla conquista del mercato dei servizi professionali. Dobbiamo reagire intervenendo sul fronte della certificazione delle competenze, della qualità, dell’aggiornamento continuo. È un percorso che noi abbiamo intrapreso da tempo”.

Giornale numero: 022 - Pagina: 19