L’assegnazione a cooperative di giovani dei beni sottratti alla criminalità organizzata non è una esclusiva del Governo guidato da Mario Monti. Sono almeno tre, infatti, le proposte di legge regionale depositate dal 2010 a oggi sullo stesso argomento. Tutte, purtroppo, senza la necessaria copertura finanziaria. L’ultima in ordine di tempo porta la firma di Antonio Marciano, consigliere regionale del Pd. “E’ dello stesso tenore della disposizione del Governo – dice il diretto interessato – e prevede forme di agevolazione per i giovani che vogliono ottenere in concessione beni confiscati”. A settembre del 2011 il consigliere Gennaro Mucciolo del Pse chiede al presidente della Commissione speciale controllo bonifiche ambientali e beni confiscati, Antonio Amato (nella foto) di accelerare sull’assegnazione a coop di giovani di aziende e immobili acquisiti al patrimonio pubblico dopo i sequestri. Come già successo per tante altre leggi, anche in questo caso alla base dello stop c’è la mancanza di risorse necessarie alla copertura finanziaria. La Commissione ha licenziato da diversi mesi il testo, ma il controllo preventivo sulla sua fattibilità ne ha impedito l’approdo in Consiglio.
Un anno prima, siamo a ottobre del 2010, Carmine Mocerino dell’Udc chiede di utilizzare il fondo regionale per il recupero dei beni confiscati come strumento a beneficio dei dipendenti delle aziende sottratte alla malavita. Queste persone, secondo la proposta, avrebbero potuto costituirsi in cooperative e gestire loro stessi le imprese mantenendole di fatto in vita e conservando il posto di lavoro. Punta ad aiutare le cooperative di giovani la proposta dell’ex consigliere Pasquale De Lucia dell’Udc, che a settembre 2010 chiede di destinare a queste società beni demaniali dell’ente.
E. S.
Tris di leggi in Regione ma mancano le risorse
Di Redazione il Denaro – mercoledì 1 febbraio 2012Postato in: Primo piano
Giornale numero: 022 - Pagina: 5

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