È prevista per domattina alle 9.30 presso il dipartimento di filosofia dell’Università Federico II, la Lectio Magistralis di Hugo Tristram Engelhardt Jr, bioeticista di fama mondiale, direttore del Journal of Medicine and Philosophy e dal 1983 professore alla Rice University di Houston. Studioso versatile, i cui interessi spaziano dalla filosofia alla teologia, Engelhardt ha scritto testi divenuti capisaldi della bioetica, tra cui proprio il “Manuale di Bioetica” divenuto ormai un classico anche in Italia. Napoli rappresenta una delle tappe che lo studioso ha scelto per presentare il suo nuovo lavoro, “Viaggi in Italia. Saggi di bioetica”, edito da Le Lettere nella collana “Bioetica e etica applicata” diretta da Eugenio Lecaldano, e curato da Massimo Mori e Rodolfo Rini, una voluminosa raccolta di circa quattrocento pagine di interventi che Engelhardt ha tenuto in Italia dal 1991 al 2011.
L’Università Federico II non sarà l’unico luogo a ospitare il bioeticista americano: domani pomeriggio lo studioso sarà anche all’istituto Banco di Napoli, mentre lunedì prossimo sarà ospitato presso la Sala Consiliare del Comune di Napoli. Luoghi che diventeranno per un giorno protagonisti del dibattito, dando così occasione alla città di entrare nel vivo di questioni centrali non solo dal punto di vista culturale ma anche da quello squisitamente politico. Anzi, biopolitico.
Si tratta di un evento di grande importanza anche perché Engelhardt non aveva ancora visitato il Sud. In quanto scienza di confine la bioetica riflette costantemente su se stessa e sui propri fondamenti. Ed è quello che si proverà a fare nell’ambito del dibattito di domani alla Federico II: il titolo della lezione è Transformation of morality: why and how do moral values change? Per Engelhardt la secolarizzazione ci mette davanti al problema della trasformazione dei valori morali, dinnanzi a un pluralismo etico e religioso da cui deriva la costante necessità di rivedere posizioni consolidate, per offrire proposte sostenibili e condivisibili da larghe maggioranze. Le società secolarizzate, ivi compresa l’Italia, dove ancora più controverso sembra essere il dibattito sulla bioetica anche a causa della presenza del Vaticano, sono infatti divise da contrasti morali; la secolarizzazione crea dunque stranieri morali, che fanno riferimento a paradigmi etici diversi in una novella Babele dove è sempre più difficile comprendersi e che determina grandi rischi di conflitto sociale, sanabile solo laddove lo stato offra possibilità di espressione e libertà alle diverse visioni morali, ovvero giunga a soluzioni normative che tengano conto della pluralità. La società secolarizzata delle democrazie occidentali è passata attraverso la morte di Dio, il relativismo culturale e una tecnica dispiegata pronta a intervenire alle radici della vita stessa, ecco perché sempre più pressanti diventano le questioni di natura bioetica. In tale contesto allora quale etica per la bioetica? Domanda di non poco conto e risposta complicata da dare, soprattutto per un cristiano ortodosso come Engelhardt, non certo vicinissimo a posizioni secolarizzate; come sostenuto altrove dallo studioso “la morale secolare contemporanea è necessariamente contingente e storicamente condizionata. Tale sradicamento e tale contingenza hanno implicazioni drammatiche riguardo alla forza delle pretese normative avanzate dalla teoria morale contemporanea dominante di stampo secolare su questioni come il significato morale di autonomia, uguaglianza, uguaglianza di opportunità, diritti umani, giustizia sociale e dignità umana”. Una grande sfida che società civile e Stato sono obbligati a raccogliere.
Scienza
Come cambiano i valori: a Napoli il guru della bioetica
Di Fabiana Gambardella – giovedì 2 febbraio 2012Postato in: Futura
Fabiana Gambardella
Giornale numero: 023 - Pagina: 16

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Steven