Pietro Diodato (ex Pdl ora Fli), non avrebbe mai dovuto sedere tra i banchi del parlamentino campano. Ne prenderà atto lunedì 6 febbraio la Giunta delle Elezioni del Consiglio regionale della Campania rendendo operativa la sentenza della prima sezione civile della Corte D’Appello di Napoli. Si tratta della numero 3799/2011, depositata il 28 dicembre 2011 e trasmessa la settimana scorsa alla presidenza dell’assemblea legislativa campana guidata da Paolo Romano: nel documento si stabilisce che Diodato era ineleggibile sin dal momento della sua elezione e che dunque non avrebbe dovuto neppure insediarsi il 12 maggio 2010 nell’assise campana.
LA SENTENZA
>> Per i giudici Vito Fralliciardi (Presidente), Fulvio Dacono e Paolo Celentano a dover occupare lo scranno tenuto per otto mesi da Diodato, e cioè fino al 3 dicembre 2010 (data in cui il Consiglio l’ha dichiarato decaduto per effetto di una condanna definitiva per disordini causati nel 2001 in un seggio elettorale di Napoli) avrebbe dovuto essere Pasquale Giacobbe (primo dei non eletti nel Pdl nella stessa circoscrizione provinciale elettorale di Diodato). Al quale riconoscono, dunque indirettamente, il diritto alle indennità di carica anche per il periodo, da maggio a dicembre 2010) in cui il suo scranno era occupato da Diodato. La sentenza di cui dovrà oggi prendere atto l’organismo del Consiglio regionale deputato a stabilire chi ha diritto o meno a ricoprire la carica di consigliere regionale nasce sulla scorta di un ricorso presentato dallo stesso Diodato (che attualmente ricopre la carica di presidente dell’Astir, la società regionale specializzata negli interventi di recupero ambientale) contro una sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Napoli in un procedimento promosso da Giacobbe per rivendicare il diritto alla carica di consigliere regionale sin dall’insediamento del parlamentino campano, aggiudicandoselo.
ASPETTO ECONOMICO
Con quanto disposto ora dalla prima sezione civile della Corte d’Appello di Napoli, l’ente regionale dovrà dunque riconoscere a Giacobbe le indennità previste per legge sin dal maggio 2010. Analogamente dovrebbe anche rivalersi su Diodato per la restituzione di quanto attribuitogli fino ad ora anche se è facilmente prevedibile che i legali dell’esponente ex Pdl ora Fli possano eccepire il fatto che, ad ogni buon conto, il loro assistito ha comunque svolto le funzioni consiliari, ha dunque lavorato.

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